Il contenuto di questo sito non sostituisce il libro di testo (da portare in classe)
Testo adottato: "L'ideale e il reale", Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero
NOVEMBRE 2016: PLATONE UNITA' 3
UdA di Istituto di CITTADINANZA GLOBALE: " VALORI E VIRTU'" , "La questione morale nelle Repubblica di Platone"
PLATONE

Platone, affresco, particolare tratto da "La scuola di Atene", Raffaello, 1509-1511, Stanza della Segnatura Città del Vaticano

La filosofia di Platone è strettamente legata alla politica: leggere il testo di Platone da pag. 153 a pag. 154 tratto dalla "Lettera VII" scritta da Platone nel 353 a.C. all'età di 74 anni.
Platone nasce ad Atene nel 427. Il nome pare gli derivi dalla sua ampia, platìs-πλἄτύς, costituzione fisica.
Viaggia molto, in Egitto poi a Siracusa, soprattutto dopo la morte di Socrate che comincia a frequentare all'età di 20 anni diventandone discepolo (43 anni di differenza poiché Socrate era nato nel 470 a.C.).
Ad Atene fonda l'Accademia, così detta perché utilizza un edificio dedicato all'eroe greco Academo.
Platone si rende conto del progressivo disfacimento della polis.
Avverte che la salvezza di Atene si può ottenere soltanto ponendo fine alle inutili guerre contro Sparta.
La morte di Socrate (399 a.C.) rappresenta per lui un evento decisivo: lo Stato ateniese lo aveva condannato durante la democrazia, applicando l'ingiustizia al posto della giustizia!
LA POLITICA
Pag. 172 e pag. 173
Platone teorizza una forma di governo in cui possa essere praticata la giustizia: un buono Stato è quello retto dai filosofi, i soli capaci di giustizia perché in grado di discernere il bene.
In uno Stato così concepito Platone distingue tre classi caratterizzate da tre virtù:
1) la classe più bassa è quella dei contadini e degli artigiani, con il compito di occuparsi dell'economia; la virtù di questa classe è la temperanza, ovvero la moderazione intesa come accordo sul principio secondo cui l'inferiore deve essere subordinato al superiore; questa virtù è posseduta anche dalle altre 2 classi;
2) la seconda classe è quella dei guerrieri la cui virtù è il coraggio;
3) al vertice c'è la classe dei filosofi, che hanno il compito di governare, la cui virtù è la saggezza.
Lo Stato è giusto quando ogni cittadino svolge il compito che gli spetta.
Tutta la filosofia di Platone è strettamente legata alla politica.
Nella "Repubblica", V, 473d, si legge:
"Se i filosofi non governeranno le città, o se quelli che ora chiamiamo re o governanti, non coltiveranno davvero e seriamente la filosofia, se il potere politico e la filosofia non coincideranno nelle stesse persone, e se alla moltitudine, di quelli che si applicano esclusivamente ora al potere politico ora alla filosofia, non sarà impedito di farlo, è impossibile che cessino i mali delle città, e anche quelli del genere umano".
Da pag. 173 a pag. 174
Le caratteristiche di un buono Stato devono essere:
- L'eliminazione della proprietà privata per le classi superiori, ossia per i guerrieri e per i filosofi (la proprietà privata è, invece, ammessa per la classe dei contadini e degli artigiani);
- La limitata estensione dei territori;
- La comunanza delle donne per la classe al potere: le unioni matrimoniali devono essere temporanee e stabilite dallo Stato; tutti i bambini devono essere tolti, alla nascita, ai loro genitori; nessuno deve sapere di chi è figlio, per poter vivere in un'unica e grande famiglia.
(Le opere, sulla politica, più importanti di Platone sono: "La Repubblica", "Il Politico" (366 a.C.), "Le Leggi" (ultima opera di Platone, rimasta incompiuta e pubblicata postuma da un suo discepolo: ogni legge deve avere un proemio, scritto dai filosofi, preposto a dare forza e convinzione e a togliere il carattere tirannico della legge stessa).
Per Platone il governo dello Stato spetta ai filosofi perché solo questi sono in grado di contemplare le idee, al vertice delle quali c'è l'idea del Bene.
Ma che cosa sono esattamente le idee?
Da pag. 159 a pag. 160 e pagine 163 e 164
Le idee di Platone sono entità perfette, sono paradigmi, o archetipi o modelli per le cose; esse esistono in un luogo diverso dal mondo sensibile chiamato iperuranio (dal greco hypér+Uranòs ὑπέρ+Οὐρανός, al di sopra del cielo). E tutta la realtà fisica (gli oggetti, gli uomini, le piante, gli animali, le entità matematiche e geometriche con i numeri e le forme, e i valori, ossia bellezza, giustizia e bene) sono imitazione (mimesi, copia) di quei modelli.
Tutta la realtà fisica "partecipa" al valore di quei modelli, (metessi in greco μέθεξις, che vuol dire partecipazione, è la partecipazione delle cose sensibili al mondo delle idee attraverso l'emozione dei 5 sensi che ci fanno vedere, sentire, gustare, toccare e odorare) e "contiene" quei modelli (parusia in greco παρουσία, che vuol dire presenza).
Platone spiega questo concetto dualistico, di mondo sensibile e mondo delle idee nella "Repubblica" col "Mito della caverna".
VIDEO, di circa 8 minuti, sul mito della caverna in inglese con sottotitoli in italiano, video realizzato da una scuola

Il mito della caverna
Da pag. 180 a pag. 182
Platone immagina una caverna sotterranea nella quale gli uomini sono incatenati, prigionieri fin dalla nascita, in modo da guardare solo la parete di fondo, opposta a quella dell'ingresso.
Alle loro spalle brilla un fuoco e, tra questo e i prigionieri, c'è un muricciolo simile a quei ripari che i burattinai innalzano tra sé e gli spettatori, al di sopra del quale mostrano le loro marionette, cioè le loro statuine, di legno e di pietra, che raffigurano oggetti, animali ecc... Sulla parete di fondo scorrono, così, le ombre delle statuine che i prigionieri scambiano per realtà.
Ma se uno dei prigionieri fosse slegato e potesse guardare, si accorgerebbe che quella che credeva fosse realtà sono invece delle ombre.
Se, poi, quel prigioniero potesse uscire dalla caverna alla luce del sole, in un primo momento, accecato dalla luce, vedrebbe le cose reali riflesse nell'acqua dei fiumi, dei laghi e del mare; poi, pian piano e con fatica, potrebbe vederle direttamente e infine contemplare il sole.
Se quell'uomo tornasse nella caverna, stenterebbe a persuadere i prigionieri che la loro conoscenza ha per oggetto solo ombre, evanescenti e inconsistenti, esattamente come accade al filosofo che vuole richiamare gli uomini alla conoscenza delle idee e del bene, simboleggiato dal sole. Perché il compito del filosofo è quello di rendere partecipi gli uomini delle proprie conoscenze: di bellezza, giustizia e bene.
Se volessimo spiegare il mito della caverna diremmo che
- la caverna buia è il nostro mondo;
- gli schiavi incatenati sono gli uomini;
- le catene sono l'ignoranza e le passioni che inchiodano gli uomini;
- le statuette rappresentano le cose del mondo sensibile;
- le ombre rappresentano l'immagine superficiale della vita;
- il fuoco è il principio che ci permette di vedere le cose sensibili;
- il mondo fuori dalla caverna rappresenta il mondo delle idee;
- il sole, che tutto rende visibile, rappresenta l'idea del bene che rende possibile la conoscenza.

LEGGERE A PAG. 197 "L caverna ovvero il mondo delle ombre"
Dalla "Repubblica" Il mito della caverna, pag. 197 del libro in adozione
LEGGERE A PAG. 199 "Il ritorno nella caverna"
Dalla "Repubblica" Il ritorno nella caverna, pag. 199 del libro in adozione
LA CONOSCENZA, L'IMORTALITA' DELL'ANIMA E IL MITO DI ER
Ma in che modo l'uomo accede al mondo delle idee?
Per Platone le idee sono innate.
La dimostrazione del fatto che le idee sono innate è nel "Menone", il libro dove, in un dialogo tra Socrate e un servo, Platone fa dimostrare al servo, attraverso una serie di domande proposte da Socrate, un teorema di geometria.
La conoscenza, dunque, non è altro che reminiscenza, cioè un ricordare da parte dell'anima, perché l'anima è immortale e, prima di calarsi in un corpo, ha già contemplato le idee iperuranie.
Per spiegare questo concetto è importante ricordare il "mito di Er".
La dottrina della reminiscenza
Il brano che segue è tratto dal "Menone", dialogo in cui Platone, per bocca di Socrate, presenta la propria dottrina della conoscenza come reminiscenza. I due protagonisti sono Socrate e Menone.
SOCRATE - L’anima, dunque, poiché immortale e più volte rinata, ... avendo veduto il mondo di qua e quello dell’Ade, in una parola tutte quante le cose, non c’è nulla che non abbia appreso. Non v’è, dunque, da stupirsi se può fare riemergere alla mente ciò che prima conosceva ...
Poiché, d’altra parte, ... l’anima ha tutto appreso ... ... cercare ed apprendere sono, nel loro complesso, reminiscenza! […]
MENONE - Sì, Socrate, ma in che senso dici che non apprendiamo e che quello che denominiamo apprendere è reminiscenza? […]
SOCRATE. - Non è certo facile ma, per amor tuo, ugualmente mi c’impegno. Chiama uno di questi molti servi del tuo séguito, quello che vuoi, sì che proprio in lui possa darti la dimostrazione che desideri.
MENONE - Benissimo. [A un servo] Vieni qua!
SOCRATE - È greco, e parla greco?
MENONE - Alla perfezione: è nato in casa mia.
SOCRATE - Sta’ attento ora se ti sembra che egli si ricordi o se apprenda da me.
MENONE - Starò attento. […]
[Socrate disegna un quadrato e, con semplici domande, conduce lo schiavo a comprendere il rapporto tra lato e diagonale di un quadrato.]
SOCRATE - Che te ne sembra, Menone? Nelle sue risposte ha mai espresso una sola opinione che non fosse sua propria?
MENONE - No, egli ha cavato tutto da sé.
SOCRATE - Eppure, come dicevamo poco fa, non sapeva nulla.
MENONE - E vero. […]
SOCRATE - Se, dunque, sempre è nella nostra anima la verità degli enti, allora immortale deve essere l’anima. Per cui, coraggiosamente, non si deve forse porre mano a ricercare e a ridestare nella memoria ciò che ora ti càpita di non sapere, e che, invece, è un dimenticare?
MENONE - Socrate, mi sembra che tu dica bene”.
Digressione
PSICOLOGIA
Lo psicologo sovietico Vygotskij (1896-1934) punta l'attenzione sullo lo sviluppo delle nuove abilità del bambino: egli parla di ZONA EFFETTIVA DI SVILUPPO, che riguarda ciò che il bambino sa già fare da solo, e di ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE che riguarda ciò che il bambino è in grado di fare con l'aiuto di un adulto.
L'aiuto di un adulto è essenziale per imparare.
Tuttavia, secondo Vygotskij, quello che un bambino non sa fare anche se aiutato, è fuori dalle sue potenzialità. (E' QUESTA LA DIFFERENZA CON PLATONE). Ci sono cose che per la sua età e per il suo livello di sviluppo,il bambino non saprebbe fare in ogni caso. Se il bambino riceve una richiesta che non è in grado di svolgere nemmeno con l'aiuto di un adulto, c'è il rischio che possa scoraggiarsi.

IL MITO DI ER
Pag 167
Il "mito di Er" si trova alla fine della "Repubblica".
Er è un guerriero che, morto in battaglia, torna miracolosamente in vita poco prima di essere bruciato secondo la consuetudine, su una pira. Tornato tra gli uomini, racconta di essere stato su una piana dove le anime, chiamate dalla Necessità, dovevano scegliere in quale corpo trasmigrare, ossia reincarnarsi (metempsicosi) (dal greco μετεμψύχωσις: μετά metà oltre, ἐν en dentro» e ψυχή psiché anima): di un filosofo, di un artigiano, di una pianta, di un animale ecc...
Le possibilità di scelta erano tante, superiori al numero delle anime.
Solo le anime che avevano conosciuto il bene erano capaci di effettuare la scelta giusta.
Di qui la necessità di prepararsi, durante la vita, alla morte.
Con questo mito Platone parla non solo dell'immortalità dell'anima, non solo della sua trasmigrazione, ma anche della necessità di condurre una vita secondo giustizia.
Chi vive secondo giustizia allontana da sé tutti i desideri bassi e le passioni:
di qui la condanna, dell'arte e della poesia perché, essendo imitazione di imitazione, allontanano di più dal mondo delle idee (NB Nella "Repubblica" Platone condanna la poesia e l'arte in genere, ma nel "Timeo", quando parla del demiurgo, che plasma l'universo imitando il mondo delle idee, paragona il demiurgo all'artista che forgia un'opera imitando il proprio modello mentale. Si legga a pag. 213 del libro in adozione).
L'ANIMA
Nel "Fedro" Platone parla di distinzione dell'anima in 3 parti:
l'anima concupiscibile rappresentata da un cavallo nero, che simboleggia gli impulsi bassi;
l'anima irascibile rappresentata da un cavallo bianco, simbolo degli impulsi belli;
l'anima razionale rappresentata da un auriga su un cocchio, che ha il compito di guidare armonicamente i 2 cavalli.
Il cavallo nero tende a trascinare il carro verso il basso e a far cadere l'anima in un corpo, per cui soltanto alcune anime riescono a contemplare più o meno ampiamente le idee.
L'anima che ha visto di più si incarnerà in un corpo che si consacrerà al culto della sapienza e dell'amore. Le anime che hanno visto meno s'incarneranno in uomini che cercheranno meno la verità e la bellezza.
Le 3 parti dell'anima si possono paragonare alle 3 classi sociali.
Installazione-performance: da Platone "Irascibilità e concupiscenza", Milano a.s. 2015/2016, Liceo Artistico di Brera

L'IMORTALITA' DELL'ANIMA
L'immortalità dell'anima è dimostrata nel "Fedone" attraverso 4 argomentazioni:
1) L'argomentazione dei contrari: ogni contrario genera reciprocamente il suo contrario: il caldo il freddo, il sonno la veglia, la vita la morte e dunque, dalla morte si genera la vita;
2) L'argomentazione della reminiscenza: alcuni concetti, ad esempio quello dell'uguaglianza, non derivano dall'esperienza; non potremmo dire che due cose sono uguali se non avessimo in noi il concetto dell'uguaglianza;
3) L'argomentazione della somiglianza: tutto ciò che è visibile è mutabile, corporeo, perciò l'anima, invisibile, alla morte del corpo andrà a ciò che le è simile;
4) L'argomento dell'anima come vitalità: se l'anima è vita, è soffio vitale, essa non può accogliere il concetto di morte.
Dal "Fedone": l'anima preesiste, è immortale. Conoscere è ricordare
da pag. 188 a pag. 190 del libro in adozione
Il 4 dicembre 2017 la studentessa A. a.s. 2017/2018, ha presentato alla classe la "Politica" di Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
Il 5 dicembre 2017 le studentesse G. e D. a.s. 2017/2018, hanno presentato alla classe la "Politica" di Platone in PREZI riportato, con il link e in PoerPoint, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
L'11 dicembre 2017 le studentesse B. e M. 2017/2018, hanno presentato alla classe la "Politica" di Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
Il 13 dicembre 2017 la studentessa G. a.s. 2017/2018, ha presentato alla classe il "Mondo delle idee" e la "Politica" di Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
L'11 dicembre 2017 le studentesse B. e M. a.s. 2017/2018, hanno presentato alla classe la "Politica" di Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
Il 14 dicembre 2017 le studentesse L. e M. a.s. 2017/2018, hanno presentato alla classe il "Mondo delle idee" e la "Politica" di Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
L'8 gennaio 2018 la studentessa F. 2017/2018, ha presentato alla classe Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
Il 10 gennaio 2018 la studentessa C. 2017/2018, ha presentato alla classe Platone in PowerPoint riportato, insieme ai lavori degli altri studenti, in fondo alla pagina
LA CONOSCENZA
Da pag. 178 a pag. 179
La conoscenza si svolge secondo una linea divisa in 2 segmenti:
La conoscenza sensibile (opinione, doxa δόξα) e la conoscenza razionale (scienza epistème ἐπιστήμη).
L'opinione a sua volta si divide in immaginazione, o congettura (eikasìa εἰκασία), (le ombre delle cose) e fede, o credenza (pìstis Πίστις) (le statuine nella caverna);
La scienza, per chi sa uscire dalla caverna, a sua volta si divide in discorso matematico (diànoia διάνοια) che non è legato alla materialità del singolo oggetto, e intellezione (nòesis νόησις) che, rapportato al mito della caverna, riesce a legare il mondo della caverna al mondo esterno e, quindi, a cogliere i nessi tra le idee e la loro subordinazione all'idea del bene.
Ma è solo il filosofo che contempla l'idea del bene, attraverso la dialettica intesa non come quella dei sofisti, che l'avevano confusa con l'oratoria, ma come vera e propria arte del saper ragionare: è il "conosci te stesso" di Socrate, è la reminiscenza del servo descritto nel "Menone", è il ricondurre a un'unica idea cose disperse.

LA BELLEZZA
Per Platone il bello non è semplicemente ciò che procura piacere ma è ciò che è capace di avvicinare l'anima alle idee, che è il presupposto della "dottrina dell'amore" presente nel "Fedro" e nel "Simposio".
L'EROS
Non è il sentimento tra due persone ma uno strumento per una conoscenza superiore.
L'Amore, Eros, è figlio di Povertà (Penìa πενία) e di Opportunità (Pòros Pορος) per cui desidera qualcosa che non ha, è carenza che genera desiderio.
L'Amore non ha bellezza ma la desidera.
E le bellezze del corpo, dell'anima, delle leggi e delle scienze hanno al di sopra la bellezza in sé.
Platone non disprezza la corporeità: l'Eros costituisce la spinta per l'innalzamento.
L'Eros di cui parla Platone, come già detto, non è il sentimento tra due persone, ma uno strumento per una conoscenza superiore.
Il significato di amore platonico in senso asessuato di cui si parla oggi, risale invece al Medioevo cristiano, epoca in cui l'amor cortese sembra incarnare il "modello" dell'amore, un modello che non ha niente a che vedere con il "modello", cioè l'idea, di Platone.
(Attenzione: nel video ci sono alcuni errori di ortografia)


VIDEO TRATTI DA FILM
IL MITO DEL DEMIURGO
Pag. 211
Per spiegare il passaggio dal mondo delle idee al mondo sensibile, nel "Timeo" Platone ricorre al mito del Demiurgo: il demiurgo è un artefice divino, non è il creatore, ma colui che agisce sulla materia indeterminata (chora) e la plasma formando i corpi secondo gli archetipi cioè le idee, collocandoli nello spazio.
VIDEO, 1 minuto, trailer, Film The Truman show Il film parla della vita di un uomo ripreso dalle telecamere fin dalla nascita. L'ambiente in cui vive è una costruzione cinematografica. Si accorge che qualcosa non va dopo la caduta di un faro dal cielo (un finto cielo). La ricostruzione cinematografica del mondo, nel film, rappresenta la caverna del mito di Platone

VIDEO, 4 minuti, brano tratto dal Film The Truman Show, dal libro in adozione, sezione cinema (da archivio e poi risorse interdisciplinari La ricostruzione cinematografica del mondo, nel film, rappresenta la caverna del mito di Platone

VISIONE DEL FILM "THE TRUMAN SHOW" E DISCUSSIONE CONCLUSIVA

VERIFICA
LA FILOSOFIA CLASSICA as 2016/2017
Cognome e nome
Classe III A, III O, III N
Data febbraio/marzo 2017
ALTRA VERIFICA DI FILOSOFIA as 2017/2018
CON Esercizio di attualizzazione
Passato Presente
Lavori presentati dagli studenti nell'a.s. 2017/2018
La Politica di Platone, a cura della studentessa A. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, il 4 dicembre 2017








La Politica di Platone, a cura degli studenti G. e D. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, il 5 dicembre 2017
Per vedere PREZI: Link PREZI a cura di G. e D.
La Politica di Platone, a cura delle studentesse B. e M. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, l'11 dicembre 2017
Lezione su Platone, a cura della studentessa G. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, il 13 dicembre 2017
Lezione su Platone, a cura delle studentesse E., L. e M. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, il 13 dicembre 2017
Lezione su Platone, a cura delle studentesse L. e M. Terza C a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, il 14 dicembre 2017
Lezione su Platone, a cura della studentessa F. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, l'8 gennaio 2018
Lezione su Platone, a cura della studentessa C. a.s. 2017/2018, presentata alla classe, in PowerPoint, il 10 gennaio 2018