Le teorie pedagogiche si diffondono in Europa

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UNITA' 3              dicembre 2016

LE TEORIE PEDAGOGICHE SI DIFFONDONO IN EUROPA



Nel 1500 si verificano molti mutamenti che determinano la nascita di nuovi modelli pedagogici, soprattutto in ambito ecclesiastico.
Evidenziamo, ora, tre mutamenti importanti:
- La spinta verso altri mari, verso altri continenti e terre da conquistare;
- La crisi della Chiesa cattolica che porta alla Riforma di Martin Lutero, alla "Controriforma" e alla nascita di nuovi ordini religiosi;
- La nascita, dopo l'invenzione della stampa, della prima "casa editrice" ad opera di Aldo Manunzio




La spinta verso altri mari, verso altri continenti e terre da conquistare  





Crisi della Chiesa cattolica
Riforma di Martin Lutero
Controriforma
nascita di nuovi ordini e nuovi educatori

Martin Lutero, monaco tedesco, nel 1517 pubblica, sulla porta della cattedrale di Wittenberg, le "Tesi", ossia 95 frasi con le quali contesta le indulgenze che a quell'epoca sono ottenute semplicemente pagando, contesta gli insegnamenti della Chiesa in particolare riconosce validi solo i sacramenti del battesimo e dell'eucaristia perché i soli istituiti da Cristo, contesta l'autorità del Papa affermando che la salvezza si ha solo in virtù della fede, e traduce la Bibbia dal latino al tedesco. 
Ha inizio, con Lutero, la cosiddetta "Riforma protestante" ossia la rivoluzione che spaccherà la cristianità, che avrà l'appoggio di principi e mercanti, e che vedrà protagonista, oltre a Martin Lutero, anche Calvino. I suoi seguaci si chiameranno "protestanti". 
Alla "Riforma protestante" seguirà la "Controriforma" detta anche "Riforma cattolica", con il Concilio di Trento che durerà ben 18 anni, dal 1545 al 1563, e con il quale la Chiesa, tra le altre cose, riconfermerà l'azione congiunta della fede e delle opere per la salvezza, riconfermerà i sacramenti nel numero di sette, ravviserà la necessità di formare un clero culturalmente preparato.







 Martin Lutero




















Per tutti questi motivi il 1500 vede fiorire moltissimi ordini religiosi, con compiti educativi, e moltissimi teorici dell'educazione.
Tra gli ordini ricordiamo: 

Barnabiti (ordine fondato da Antonio Maria Zaccaria)
Somaschi (ordine fondato da Gerolamo Emiliani)
Gesuiti (ordine fondato da da Ignazio di Loyola)
Scolopi (ordine fondato da Giuseppe Calasanzio)

Ma anche preti educatori come
Erasmo da Rotterdam
Silvio Antoniano
San Filippo Neri

Ed educatori laici come
Michel De Montaigne
Baldassar Castiglione

Tutti scrivono libri destinati ad essere punti di riferimento nell'educazione.

Nel 1500 gran parte della popolazione europea non sa né leggere né scrivere. Molti non sanno nemmeno la loro età perché le nascite non sempre vengono segnalate alle parrocchie.
L'alimentazione è a base di cereali. La pulizia personale è scarsa. Le malattie devastano intere regioni. Le foreste, le paludi e i campi incolti sono molto estesi. La gente nasce, si sposa e muore senza mai allontanarsi dal luogo natio.
Contemporaneamente, sempre più gruppi di persone si spostano: sono i mercanti, gli attori, i saltimbanchi, gli studenti, i professori e gli intellettuali.




La nascita, dopo l'invenzione della stampa, della prima "casa editrice" ad opera di Aldo Manunzio


Aldo Manunzio (il vero nome è Aldo Mannuccio) è il primo che trasforma il lavoro dello stampatore in quello di editore, con un progetto: dando eleganza all'impaginazione e dando un marchio ad ogni libro.
Un carattere tipografico, da lui inventato, porta il suo nome: il carattere aldino.
Nel 1499 pubblica "Hypnerotomachia Poliphili, "amoroso combattimento onirico di Polifilo" è il racconto di un viaggio che ha per tema la ricerca della donna amata, pubblicato con 172 xilografie, di autore incerto: forse è lo stesso Manunzio, o Leon Battista Alberti, o Pico della Mirandola o Lorenzo De' Medici. 






ERASMO DA ROTTERDAM




Erasmo da Rotterdam ritratto da Hans Holbein



























Nasce a Rotterdam in Olanda intorno al 1466, figlio illegittimo di un sacerdote.
Viene consacrato prete nel 1497.
Viaggia moltissimo: a Parigi, Londra, Oxford e, in Italia, a Firenze, Roma e Venezia dove diventa molto amico di Aldo Manunzio che gli consente di frequentare la sua biblioteca privata, celebrata in tutta Europa e ricca, come nessun'altra, di manoscritti greci e di codici, e che gli fornisce il materiale per il suo lavoro di ricerca.
Nel 1511 torna a Londra, ospite di Tommaso Moro, dove scrive "Elogio della follia", un'opera di educazione degli adulti dove protagonista è la Follia che parla a un ipotetico pubblico: dice delle verità che nessuno avrebbe il coraggio di dire altrimenti, proponendo un'autocoscienza su se stessi e denunciando i falsi valori. 





Oltre all'"Elogio della follia", scrive "Adagia" ("I proverbi"): anch'essa è un'opera che vuol essere una proposta educativa per gli adulti attraverso i proverbi, ossia attraverso la rivalutazione della saggezza degli antichi.
Invece, i testi più importanti che scrive sull'educazione dei bambini sono:
- "Per una libera educazione" ("De pueris statim ac liberaliter instituendis") in cui affronta il tema dell'educazione fino ai sei anni: riconosce l'importanza dei fattori ereditari, la forza dell'imitazione inconscia, la validità delle prime impressioni estetiche e dei primi insegnamenti morali. Per educare i bambini è importante curare l'educazione delle donne, in particolare delle future madri.
Basandosi sull'osservazione, Erasmo da Rotterdam ritiene che ai bambini si debbano insegnare lettura, scrittura e disegno attraverso il gioco.
L'educazione sistematica deve iniziare, invece, a sette anni, con l'inserimento del bambino in piccoli gruppi seguiti da un maestro colto e moralmente ineccepibile. La base dello studio deve essere il latino attraverso la conversazione e la lettura, insieme allo studio della storia e delle scienze. Non attribuisce molta importanza all'orientamento professionale. 
- "La ragione dello studio" ("De ratione studi").



MICHEL DE MONTAIGNE



Nasce nel 1533 a Bordeaux da una famiglia di ricchi commercianti che acquisiscono il titolo di nobili con l'acquisto della piccola signoria di Montaigne, vicino a Bordeaux.
Il padre gli fa imparare il latino come lingua materna fin dalla prima infanzia.
Non mostra molta tenerezza verso i bambini: li considera non amabili.
Sconsiglia di affidare l'educazione alle madri e alle donne in genere che ritiene incapaci, e che manterrebbe ignoranti.
Al tema dell'educazione dedica due saggi:

- "Dell'Educazione": i maestri sono tante volte disprezzati dal popolo e dalle persone colte perché spesso hanno uno spirito rozzo e volgare anche se conoscono le idee dei grandi pensatori. Ciò dipende dal fatto che studiano nel modo sbagliato: imparano a memoria, si riempiono la testa di nozioni ma non hanno capacità di giudizio, né virtù. E poi questi metodi li mettono in pratica con i loro allievi, risultando nocivo. Michel De Montaigne biasima un uso eccessivo di libri e suggerisce di abituarsi a cogliere le idee essenziali.

- "Dell'istruzione dei fanciulli": l'affetto dei genitori è spesso istintivo, per questo la famiglia non è l'ambiente adatto a far crescere, bene, un bambino. E' contrario anche ai collegi che considera "prigioni corruttrici". I maestri devono rinnovare il loro metodo di insegnamento. La cosa migliore, quindi, è affidare il bambino a un buon insegnante. Il buon insegnante deve trovare il giusto equilibrio tra severità e dolcezza; deve abolire del tutto le pene corporali che hanno l'unico effetto di rendere vili le anime; deve usare i castighi senza tono di collera.
Il fine dell'educazione è la formazione di una mentalità filosofica: la filosofia deve far ragionare sui temi importanti.
Come Erasmo da Rotterdam, sostiene l'importanza del latino da imparare attraverso la conversazione come se fosse una lingua viva.
Il metodo d'insegnamento deve essere individualizzato.





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