L'apprendimento

Il contenuto di questo sito non sostituisce il libro di testo

 metodo" Ed. Paravia, da pag. 146 a pag. 171




L'APPRENDIMENTO
ALLA RICERCA DI UNA DEFINIZIONE


     














      



Da pag. 148 a pag. 154
Che cosa hanno in comune queste immagini?
Quando si riesce a fare qualcosa, ad esempio a camminare, a far funzionare qualche attrezzo, ad aggiustare un elettrodomestico o a fare i calcoli, qualcosa muta nel comportamento del soggetto: compie azioni che prima non svolgeva perché non le sapeva fare; dunque, il soggetto apprende.
DEFINIZIONE: l'apprendimento è qualsiasi modifica del comportamento indotta dall'esperienza.

      
               


L'apprendimento non implica necessariamente un insegnamento, a scuola o comunque da parte di qualcuno.
Si impara in ogni momento della giornata: attraverso i media, o guidati dalla necessità, oppure si apprende semplicemente osservando qualcuno che sa facendo qualcosa, anche senza l'intenzione di apprendere.



In questa unità vedremo, in modo non del tutto esauriente, alcune teorie di autori, quelli più importanti, che hanno studiato i vari tipi di apprendimento:
1) L'apprendimento come CONDIZIONAMENTO del COMPORTAMENTO: CLASSICO, in cui l'individuo è PASSIVO (Pavlov e Watson), e OPERANTE in cui l'individuo è ATTIVO (Thorndike e Skinner); 
2) L'apprendimento come PROCESSO COGNITIVO: apprendimento latente (Tolman) e apprendimento per insight (Köhler);
3) L'apprendimento come RICOSTRUZIONE, ovvero: il costruttivismo (Ernst von Glasersfeld) 
4) L'apprendimento per IMPRINTING (Lorenz);
5) L'apprendimento per OSSERVAZIONE E IMITAZIONE (Bandura).




1) L'APPRENDIMENTO COME CONDIZIONAMENTO
Pavlov, Watson, Skinner

Da pag. 149 a pag. 154
Nel 1913 lo psicologo statunitense John Watson (1878-1958) fonda il comportamentismo, detto anche behaviorismo (dalla parola inglese "behaviour" che vuol dire comportamento), ossia una corrente di pensiero secondo la quale la psicologia deve studiare il comportamento in quanto esso può essere osservabile e misurabile.

Perché Watson studia il comportamento?
Perché rimane colpito dagli studi di un medico fisiologo, Pavlov, nato in Russia nel 1849, che nel 1904 aveva ricevuto il Premio NOBEL per i suoi esperimenti sul comportamento.
Pavlov aveva studiato come avviene un apprendimento per condizionamento del comportamento.

L'esperimento di Pavlov

Se ad una RISPOSTA RIFLESSA (riflesso incondizionato) già esistente (ad esempio la salivazione in un cane al quale si fa vedere del cibo), si associa più volte uno STIMOLO NEUTRO (ad esempio il suono di un metronomo o di un campanello o una luce), dopo un certo numero di ripetizioni nel tempo otterremo quella risposta riflessa (la salivazione) anche solo in presenza dello stimolo neutro (suono di un metronomo o di in campanello o una luce): APPRENDIMENTO PER CONDIZIONAMENTO CLASSICO, in cui il soggetto è PASSIVO 

SCHEMA STIMOLO-RISPOSTA



L'esperimento di Watson

Entusiasmato dalle scoperte di Pavlov, Watson si convince che i meccanismi associativi individuati da Pavlov possono essere la chiave per spiegare anche l'agire dell'uomo.
Watson ripete, nella sostanza, l'esperimento di Pavlov, ma su un bambino di 9 mesi (oggi sarebbe impensabile!): 
Induce il bambino ad avere paura degli animali pelosi, associando alla loro presenza un rumore molto forte: prima del condizionamento il bambino non solo non temeva gli oggetti e gli animali pelosi, ma ne era addirittura attratto: siamo, ancora, di fronte a un esempio di apprendimento per condizionamento classico, in cui il soggetto è passivo.



Conclusione: apprendimento per condizionamento del comportamento classico, in cui il soggetto è passivo.
In entrambi gli esperimenti, di Pavlov e di Watson, il soggetto (il cane nell'esperimento di Pavlov e il piccolo Albert nell'esperimento di Watson) ha appreso un nuovo comportamento in modo passivo. 


L'esperimento di Skinner 

Intorno al 1940 lo psicologo statunitense Skinner (1904-1990), proseguendo gli studi di Pavlov e di Watson, teorizza un'altra forma di apprendimento in cui, il soggetto apprende un nuovo comportamento, definito apprendimento per condizionamento del comportamento operante in cui il soggetto è attivo, "opera" cioè agisce. 
(Precisazione: in realtà Skinner teorizza un esperimento fatto da Edward Thornidike).
Skinner utilizza una gabbia (Skinner box) in cui rinchiude un animale (un ratto) che deve trovare il modo ottenere del cibo (abbassando una leva). 
Mentre all'inizio del test l'animale abbassa la leva per caso, col passare del tempo i tentativi casuali e gli errori diminuiscono, fino a scomparire del tutto (l'animale ha appreso che abbassando la leva ottiene il cibo).
In questa forma di apprendimento, l'azione viene incentivata da un rinforzo che, nel caso dello Skinner box, è rappresentato dal cibo.


L'apprendimento per condizionamento operante, attivo, è molto utilizzato per addestrare gli animali, ad esempio i cani antidroga, i cani anti-valanga o i delfini, ma anche nell'insegnamento (modellamento).






Skinner studia anche la modalità più efficace di somministrare un rinforzo. Distingue:
Il rinforzo intermittente (somministrato non tutte le volte in cui si presenta il comportamento voluto);
Il rinforzo continuo (somministrato ogni volta che il comportamento compare).

Come gli animali, anche gli esseri umani tendono a ripetere quelle azioni che, compiute originariamente in modo casuale, alla loro comparsa siano state rinforzate positivamente.


Esempio di condizionamento reciproco: il lattante impara a piangere per essere preso in braccio e la mamma impara a intervenire per interrompere il pianto del lattante.





















2) L'APPRENDIMENTO COME PROCESSO COGNITIVO
Tolman, Köhler

Da pag. a pag. 158
La parola "cognitivo"deriva dal latino "cognitus" participio passato di cognoscere ossia conosciuto. Dunque, col termine "cognitivismo" si indica l'orientamento allo studio della mente e al suo funzionamento: mente che  rielabora e utilizza le informazioni sensoriali.
In questo capitolo studieremo:
- L'apprendimento latente teorizzato da Edward Tolman;
- L'apprendimento per insight teorizzato da Wolfgang Köhler.
 


L'esperimento di Tolman

Nel 1930, lo psicologo statunitense Edward Tolman (1886-1959), partendo da presupposti di tipo skinneriano, fa il seguente esperimento:
Divide un certo numero di topolini in tre gruppi, che chiama con nomi differenti:
- Il primo gruppo Mickey;
- Il secondo gruppo Jerry;
- Il terzo gruppo Speedy,
e li chiude, a turno, per un certo numero di volte, in un labirinto: devono trovare l'uscita.

                               
                            

            
            
         
      
- Il primo gruppo, Mickey, riceve un rinforzo positivo (cibo) ogni volta che riesce a trovare l'uscita;
- Al secondo gruppo, Jerry, non viene mai dato nulla;
- Il terzo gruppo, Speedy, comincia a ricevere il rinforzo solo dall'undicesimo giorno.
Risultato:
- Il primo gruppo, Mickey, migliora gradualmente le proprie prestazioni;
- Il secondo gruppo, Jerry, evidenzia progressi molto modesti;
- Il terzo gruppo, Spedy, mostra dapprima un rendimento mediocre, simile a quello del secondo gruppo, successivamente migliora in modo sensibile al punto da superare anche le prestazioni del gruppo Mickey.
Conclusioni:
Il miglioramento del terzo gruppo suggerisce a Tolman che gli animali avevano comunque imparato, durante le prime dieci prove in cui non c'era stato il rinforzo, anche se l'apprendimento si era tradotto in prestazione solo quando la presenza del cibo li aveva motivati.
A questo tipo di situazione, in cui il soggetto impara ma la prestazione è per qualche motivo differita, gli studiosi danno il nome di apprendimento latente.

Definizione: l'apprendimento latente è il processo mediante il quale il soggetto impara ma non traduce immediatamente il suo apprendimento in una prestazione immediata: la prestazione è, per qualche motivo, differita.

Domanda: fare un esempio riferito alla vita di tutti i giorni



L'esperimento di Wolfgang Köhler

Come già visto nell'unità 4, nel 1914 lo psicologo tedesco Köhler, (1887-1967), gestaltista, osservando il comportamento di alcuni scimpanzé, teorizza l'INSIGHT (letteralmente: interiore) che consiste in una intuizione, o illuminazione, ovvero una soluzione improvvisa a un problema.

Nel 1917, nel libro "l'intelligenza delle scimmie antropoidi", Köhler descrive gli studi da lui compiuti sulle scimmie sull'isola di Tenerife (Canarie). 
Due di questi esperimenti sono descritti nei video che seguono.


Lo scimpanzé Sultan, chiuso in una gabbia, riesce a prendere una banana, posta al di fuori, servendosi di corti bastoni che, con un'intuizione improvvisa, congiunge tra loro.




L'altro esperimento consiste nel chiudere lo scimpanzé in una stanza dove, appesa al soffitto, c'è una banana. L'animale, dopo alcuni tentativi infruttuosi, vede alcune casse vuote e, ecco l'insight, le sposta mettendole l'una sull'altra, fino a raggiungere la banana.







3) L'APPRENDIMENTO COME RICOSTRUZIONE
Ernst von Glasersfeld

Da pag. 158 a pag. 159
Il costruttivismo è un orientamento che si afferma nella seconda metà del 1900 in pedagogia, filosofia, psicologia, secondo il quale l'apprendimento è un processo in cui il soggetto ricostruisce i dati esterni, sulla base di precedenti acquisizioni.





4) L'APPRENDIMENTO PER IMPRINTING
Lorenz

Da pag. 160 a pag. 161
Particolarmente interessante è il meccanismo di apprendimento per imprinting, emerso dalle analisi condotte nel campo dell'etologia (studio del comportamento animale): è il meccanismo di apprendimento in virtù del quale i pulcini e le anatre attivano la risposta del "seguire" la figura che compare nel loro campo visivo nei primi istanti della loro vita (figura che abbia due occhi e una bocca), teorizzato da Konrad Lorenz (1903-1989)




Konrad Lorenz (1903 - 1989) zoologo fondatore dell'etologia scientifica, racconta, in una intervista del 1983, la sua vita, il suo interesse per gli animali, il suo metodo di lavoro e i suoi studi sull'imprinting. Le immagini di repertorio sono tratte dai documentari girati dagli allievi di Lorenz negli anni '30. 












5) L'APPRENDIMENTO PER OSSERVAZIONE E IMITAZIONE
Bandura

Da pag. 161 a pag. 162
Per imparare, l'osservazione è spesso una condizione sufficiente, soprattutto nei bambini: i bambini imitano i suoni, gli accenti, il ballo, i comportamenti in generale ecc... Ma vediamo come lo psicologo canadese Albert Bandura (1925) lo dimostra:
Nel 1961 Bandura effettua un esperimento, detto "esperimento del pupazzo gonfiabile Bobo". E' il seguente:
Bandura forma 3 gruppi di bambini in età prescolare e li mette a giocare in una stanza con giocattoli vari (costruzioni di legno, macchinine ecc) e un pupazzo gonfiabile, Bobo:
1) Nel primo gruppo inserisce un adulto, suo collaboratore, che si mostra aggressivo nei confronti di Bobo, e lo picchia;
2) Nel secondo gruppo, quello di confronto, inserisce un altro suo collaboratore che si mette a giocare con le costruzioni di legno senza manifestare alcun tipo di aggressività nei confronti di Bobo, anzi, lo ignora;
3) Nel terzo gruppo, quello di controllo, Bandura non inserisce alcun adulto; i bambini giocano da soli e liberamente. I giocattoli sono sempre gli stessi e c'è, naturalmente, anche Bobo.
In una fase successiva tutti i bambini vengono condotti in una stanza nella quale vi sono giocattoli neutri (peluche, modellini di camion) e giocattoli aggressivi (fucili, pistole, martello, una palla con una faccia dipinta legata ad una corda) e, naturalmente, Bobo.
Bandura verifica che i bambini che avevano osservato l'adulto picchiare Bobo manifestano un'incidenza maggiore di comportamenti aggressivi rispetto ai bambini degli altri due gruppi: quasi tutti i bambini del primo gruppo lo prendono a pugni, gli sparano, cercano di buttarlo a terra ecc...



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