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Novembre 2016: UNITA' C3
L'APPRENDIMENTO E' ATTIVO
Parole nuove da imparare:
GENETICA: deriva dal greco ghénesis γένεσις = origine-nascita. E' la branca della biologia che studia i geni.
FILOGENESI: deriva dal greco filé+ghénesis φυλή+γένεσις = classe-specie+origine. E' lo studio dell'origine della specie.
ONTOGENESI: deriva dal greco ontos +ghénesis ὄντος+γένεσις = ente+nascita-sviluppo. E' lo sviluppo dell'organismo.
EPISTEMOLOGIA: deriva dal greco epistème+logos επιστήμη+λόγος = scienza+discorso. E' la conoscenza scientifica.
EPISTEMOLOGIA GENETICA: studio che considera la genetica attraverso un metodo scientifico, ossia il rapporto tra l'individuo e l'ambiente.
CIBERNETICA: è lo studio della comunicazione nelle macchine.
In questa UNITA' C3 studieremo:
Jean PIAGET
Noam CHOMSKY e Ulric NEISSER
Jerome BRUNER
Lev Semënovič VYGOTSKIJ
PIAGET nasce in Svizzera nel 1896 e muore in Svizzera nel 1980 a 84 anni.
CHOMSKJ nasce a Filadelfia il 7 dicembre 1928.
NEISSER nasce l'8 dicembre 1928. Muore il 17 febbraio 2012 a 83 anni.
BRUNER nasce a New York nell'ottobre 1915. Muore a New York il 5 giugno del 2015 a 99 anni.
VYGOTSKIJ nasce in Bilorussia nel 1896, lo stesso anno di nascita di Piaget. Muore a 38 anni.
PIAGET
Jean Piaget nasce in Svizzera nel 1896 e muore in Svizzera nel 1980 a 84 anni. Figlio di un professore universitario, si laurea in scienze naturali, consegue il dottorato in zoologia e studia psicologia e psichiatria a Parigi e a Ginevra. In Francia lavora all'Istituto di BINET (l'inventore dei test di misurazione dell'intelligenza). Nel 1923 sposa Valentine Châtenay dalla quale ha 3 figli che diventeranno i protagonisti del suo studio e delle sue osservazioni.
La domanda che Piaget si pone è: in che modo l'individuo conosce? C'erano 2 ipotesi:
l'ipotesi innatista (alcuni autori ritenevano che il sistema cognitivo fosse il prodotto di strutture mentali già esistenti: noi possediamo idee innate che affiorano man mano, come se fossero ricordi)
e l'ipotesi ambientalista (altri autori ritenevano che la mente del bambino appena nato fosse come una tabula rasa).
Piaget propone una visione, basata sulle 2 ipotesi messe insieme, che considera sia l'individuo che l'ambiente, detta epistemologia genetica.
Nella sua ricerca adotta 2 metodi:
IL METODO OSSERVATIVO: consiste nell'osservare il comportamento del bambino fino ai tre anni, quotidianamente, per seguire le sue capacità;
IL METODO CLINICO: consiste nel porre ai bambini, di età superiore a tre anni, le domande che altri bambini, della stessa età o più piccoli, pongono ad altri bambini.
Teorizza, così, quattro stadi di sviluppo:
Primo stadio: stadio SENSOMOTORIO dalla nascita a circa 2 anni
Secondo stadio: stadio PREOPERATORIO dai 2 ai 6 anni
Terzo stadio: stadio OPERATORIO CONCRETO dai 6 ai 12 anni
Quarto stadio: stadio OPERATORIO FORMALE dai 12 anni in poi
Nello stadio SENSOMOTORIO dalla nascita fino ai 2 anni: il bambino molto piccolo non differenzia se stesso dall'ambiente. I suoi schemi motori all'inizio sono molto semplici ma pian piano diventano più complessi. Ad esempio: strisciare, rotolare, gattonare, correre, saltare, mirare, arrampicarsi, dondolarsi, prendere un oggetto, saper suonare un campanello con le dita ecc... Quando è ancora molto piccolo, se casualmente viene in contatto con un oggetto, lo tocca ma non fa alcun tentativo di esplorarlo visivamente. Successivamente lo guarderà solo se la mano si troverà sulla stessa traiettoria dello sguardo. Successivamente sarà in grado di guardare e afferrare l'oggetto coordinando la visione con il movimento. E poi guarderà, afferrerà e, ad esempio, succhierà l'oggetto. Lo schema è il seguente: allungo il braccio, afferro l'oggetto, lo agito, lo esploro, lo mordo, lo lancio. In questo stadio l'oggetto esiste per il bambino solo se lo vede. Nel momento in cui l'oggetto gli viene tolto dalla vista, per il bambino quell'oggetto non esiste più: non ha quella che viene definita la permanenza dell'oggetto che comparirà, invece, nel secondo stadio.

All'inizio del II stadio, PREOPERATORIO, dai 2 ai 6 anni, c'è la conquista della rappresentazione: Ad esempio: la parola "tavolo" andrà bene per tutti i tavoli che il bambino vede. In questo stadio c'è la permanenza dell'oggetto: per lui gli oggetti esistono anche quando non li vede, ad esempio, per lui i biscotti continuano a esistere nell'armadio, anche se non li vede. In questo stadio si sviluppa il gioco simbolico. Ad esempio: nella sua mente il bambino ha la rappresentazione di un treno visto qualche giorno prima e la riproduce attraverso il rumore. Questo stadio è caratterizzato anche dal pensiero egocentrico (o egocentrismo percettivo) cioè il bambino è legato solo all'evidenza percettiva, cioè pensa che la realtà sia solo come lui la percepisce e non riesce a pensarla in modo diverso da quella che è. E' come se dicesse "l'unica realtà possibile è quella che vedo io". Esempi, nei VIDEO, del liquido in 3 bicchieri, esempio delle monetine, esempio dei biscotti, esempio della massa di pongo. Ma si veda anche l'esempio, nella foto, del cucchiaio al centro, con la forchetta a destra e il coltello a sinistra, ma anche al centro di un duplice rapporto: a destra (D) del coltello e a sinistra (S) della forchetta. I bambini di questo II stadio hanno difficoltà a pensare allo stesso oggetto da punti di vista diversi ed è per questo che, in questa fascia di età, il pensiero è detto anche unidirezionale.
Inoltre, il bambino di questo stadio pensa che gli oggetti abbiano un'anima (animismo). (Analogia con le fate descritte da James Matthew Barrie nel 1902: non possono avere più di un pensiero alla volta).
NB RIFARE L'ESPERIMENTO DELLE MONETINE VISTO NEL VIDEO: "La conservazione della quantità" SEGUENDO LE ISTRUZIONI INDICATE IN FONDO A QUESTA PAGINA
All'inizio del III stadio, OPERATORIO CONCRETO dai 6 ai 12 anni, il bambino è in grado di riconoscere che gli oggetti e le persone conservano la propria identità, nonostante subiscano modificazioni che ne trasformano l'aspetto, ad esempio la stessa quantità di un liquido non cambia messa in un bicchiere alto o in un bicchiere largo, benché possano apparentemente sembrare di quantità rispettivamente maggiore e minore, come abbiamo visto nel VIDEO.
Nel quarto stadio OPERATORIO FORMALE, dai 12 anni in poi, le azioni mentali sono compiute su soggetti astratti, con schemi operativi astratti come le idee: l'idea di giustizia, l'idea della vita, l'idea della morte. Il ragazzo è in grado di manipolare mentalmente non solo gli oggetti (facoltà del III stadio) ma di manipolare operazioni senza contenuto concreto. E' il periodo dell'adolescenza, dell'intelligenza formale. Il ragazzo è in grado di discutere su problemi, di elaborare opinioni personali. Ad esempio: pensiero ipotetico sulla società ideale: "Se ... allora ...".
Secondo Piaget la permanenza in uno stadio e il passaggio da uno stadio all'altro avvengono grazie a due meccanismi psicologici: l'assimilazione e l'accomodamento.
L'assimilazione consiste nell'incorporare un oggetto, o un comportamento o una frase, in uno schema mentale preesistente. Esempio: il bambino che prende in mano un telecomando per la TV è in grado di prendere in mano anche un telefono cellulare che vede per la prima volta, perché è di forma e dimensioni analoghe al telecomando, ma non sa a che cosa possa servire.
L'accomodamento, invece, è una modifica degli schemi mentali precedenti, per adattarli a una nuova esperienza. Esempio (riprendendo l'esempio precedente): il bambino comincerà a portarsi il telefono all'orecchio solo quando avrà scoperto la peculiarità di quell'oggetto.
CHOMSKY e NEISSER
Negli anni Cinquanta e Sessanta l'interesse per il computer stimola lo studio dei processi cognitivi fondati sull'idea di un'analogia tra la mente umana e il computer, perché entrambi ricevono e rielaborano informazioni provenienti dall'esterno.
Secondo il linguista statunitense Chomsky per spiegare la rapidità dell'apprendimento linguistico nei primi anni di vita si può ipotizzare l'esistenza di una specie di elaboratore innato del linguaggio, un LAD (Language Acquisition Device) che elabora i dati linguistici in entrata.
Analogamente Neisser elabora la teoria denominata HIP (Human Information Processing) basata sull'analogia mente/computer, che oggi ha prodotto numerosi studi sull'intelligenza artificiale. Così scrive Neisser: "Il compito di uno psicologo che cerca di comprendere i processi cognitivi dell'uomo è analogo a quello di un tecnico che tenti di scoprire come è stato programmato il computer".
BRUNER
Secondo Bruner il pensiero è influenzato non solo dalle caratteristiche personali ma anche dal contesto culturale.
Scondo Bruner i risultati educativi scolastici cambiano, a seconda del grado di povertà o del grado di appartenenza a classi sociali differenti.
Inoltre, influisce sul pensiero tutto ciò che ci circonda nello Stato in cui viviamo, ossia gli abiti, l'arte, la musica, che sono differenti in Africa, in Asia, in Europa ecc.
A influire sul pensiero è anche lo stesso linguaggio, inteso come lingua. Si pensi, ad esempio, alla lingua italiana che contempla un soggetto con un articolo determinativo o indeterminativo, un predicato verbale che si coniuga in tantissimi tempi, un complemento ecc. E si pensi alla grammatica inglese, molto diversa da quella italiana. O alla scrittura cinese ecc...
Bruner approfondisce lo studio sul rapporto tra discente e insegnante, che definisce come un facilitatore, ossia come colui che lascia al discente la libertà di individuare autonomamente un concetto, secondo un metodo che definisce metodo della scoperta: nel campo delle scienze naturali, ad esempio, il bambino dovrà comprendere il ciclo vitale di una pianta non leggendolo su un libro, ma sperimentandolo direttamente: se il bambino semina, innaffia e osserva la crescita della pianta, acquisisce tutte le informazioni che riguardano la pianta ma acquisisce anche altre informazioni: sulla luce, sull'acqua ecc...
Le conoscenze acquisite tramite l'esperienza diretta hanno il vantaggio di essere ricordate più a lungo. A tale proposito è ben noto il seguente esperimento condotto da Bruner:
A tre gruppi di bambini vennero date alcune coppie di parole da imparare a memoria.
Al primo gruppo di bambini si chiese di memorizzarle.
Al secondo gruppo di bambini si chiese di memorizzarle con un verbo, detto mediatore, che legasse, con un senso, la coppia di parole; ad esempio: la coppia gatto e sedia doveva essere memorizzata con il mediatore "dorme", quindi: il gatto dorme sulla sedia.
Al terzo gruppo di bambini Bruner fornì, oltre alle coppie delle parole, anche i mediatori.
Risultato:
I bambini del secondo gruppo, che avevano ideato autonomamente i mediatori, ricordarono il 95% di un elenco di 30 coppie.
I bambini del terzo gruppo ne ricordarono il 50%.
I bambini del primo gruppo ricordarono una percentuale bassissima delle coppie di parole date.
VYGOTSKIJ
Vygotskij nasce in Bielorussia nel 1896, lo stesso anno di nascita di Piaget. Muore di tubercolosi all'età di 38 anni.
Si laurea in giurisprudenza a Mosca nel 1917 a 21 anni.
Si occupa di critica letteraria, di estetica e di psicologia dell'arte.
Di lui si ricorda un episodio particolare: invitato da Lurija (studioso russo laureato in scienze naturali che si occupa di psicoanalisi) a presentare una relazione a un congresso di psicologia, parla dei riflessi condizionati senza avere davanti a sé alcun testo né appunti. Dopo il convegno, è invitato a lavorare all'Istituto di psicologia di Mosca; diviene professore universitario.
Il suo libro più importante è "Pensiero e linguaggio".
Secondo Vygotskij, nei primi 3-4 anni di vita il linguaggio è prevalentemente socializzato, cioè serve per comunicare con gli altri; mentre, dai 5-6 anni, il linguaggio verbale diventa interiore, svolgendo il ruolo di guida del pensiero per formulare ragionamenti e riflessioni, dapprima con parole udibili e poi in silenzio. Esempio: il bambino di 5-6 anni che disegna, accompagna con le parole la figura che traccia sul foglio.
Sotto il profilo didattico è interessante la teoria di Vjgotskij detta teoria della "zona prossimale di sviluppo", che riguarda le nuove abilità: la "zona prossimale di sviluppo" riguarda non tanto ciò che il bambino sa già fare da solo, (queste capacità sono dette "zona effettiva di sviluppo"), ma riguarda ciò che il bambino è in grado di fare con l'aiuto di un adulto, (sono le abilità potenziali, cioè allo stato embrionale).
ATTENZIONE: l'aiuto di un adulto è essenziale MA se il bambino riceve una richiesta che non è in grado di svolgere nemmeno se aiutato, vuol dire che quella richiesta è al di fuori delle sue potenzialità; in questo caso c'è il rischio che il bambino possa scoraggiarsi: ci sono cose che, per la sua età e per il suo livello di sviluppo, non saprebbe fare in ogni caso.
ATTENZIONE: al contrario, se il contenuto che l'adulto vuol fare apprendere è troppo vicino alla "zona effettiva di sviluppo", il bambino non farà progressi significativi.
COSTRUTTIVISMO
Il costruttivismo è un orientamento in cui convergono teorie diverse, tutte accomunate dall'idea che la conoscenza derivi da una "costruzione" della realtà da parte dell'individuo.
Nell'orientamento costruttivista si possono riconoscere 2 orientamenti:
1) il costruttivismo radicale, che pone l'accento sull'individuo, costruttore di conoscenza;
2) il socio-costruttivismo, che sottolinea l'importanze dell'interazione tra gli altri individui, ed evidenzia l'influenza degli aspetti culturali.
Le principali caratteristiche della didattica del costruttivismo sono:
- cooperazione con condivisione e confronto di idee;
- esperienze dirette dello studente con compiti legati alla realtà (esempio: manipolazione di oggetti, semina di piante ecc);
- condivisione delle conoscenze;
- utilizzo di computer, lavagna elettronica ecc. con creazione di percorsi personalizzati;
- metacognizione, ossia analisi delle azioni dell'imparare, in un campo, per applicare le stesse azioni, cioè lo stesso metodo, anche in altri ambiti.
ESERCIZIO-LABORATORIO: La conservazione della quantità, a pag. 260 del libro in adozione.
Secondo il modello di sviluppo di Piaget, il bambino del II stadio, preoperatorio, non ha la nozione ella conservazione della quantità. Il bambino del III stadio, operatorio concreto, ha la nozione della conservazione della quantità, ad ESEMPIO, capisce che il numero degli oggetti non cambia anche se la disposizione viene modificata.
Istruzioni:
Disporre le monetine come riportato nella figura 1 e chiedere a un bambino di 4 anni e a uno di 6 anni se le monete delle due file coincidono nel numero;
Disporre le monete come nella figura 2 e chiedere in quale fila ci sono più monete;
Disporre le monete come nella figura 3 e chiedere in quale fila ci sono più monete.
Quale dei 2 bambini risponderà con le tre risposte indicate sotto? Quello di 4 anni o quello di 6 anni?
Risposte di uno dei due bambini:
Nella figura 1 c'è lo stesso numero di monete nelle due file;
Nella figura 2 ci sono più monete nella fila sotto;
Nella figura 3 ci sono più monete nella fila sopra.
VERIFICA
DI SCIENZE UMANE
Alunno:
Classe: II D Data: febbraio 2017
DOMANDE
A RISPOSTA CHIUSA
Sottolineare
la risposta corretta
1)
In che cosa era laureato Piaget?
In
Psicologia
In
Scienze naturali
in
Giurisprudenza
2)
In che cosa era laureato Vygotskij?
In
Psicologia
In
Scienze naturali
In
Giurisprudenza
3)
Nella sua ricerca, Piaget adotta 2 metodi, quali?
Il
metodo osservativo e il metodo clinico
Il
metodo osservativo e il metodo scientifico
Il
metodo clinico e il metodo comparativo
4)
Il primo stadio teorizzato da Piaget va da:
dai
3 ai quattro anni
dalla
nascita fino ai 2 anni
dalla
nascita a 1 anno
VERO
O FALSO
fare
un “cerchietto” attorno alla risposta esatta: (scrivere VERO oppure FALSO)
5)
Nello stadio senso-motorio di Piaget il bambino non differenzia se
stesso dall'ambiente
VERO
6)
Nei primi mesi di vita, nello stadio senso-motorio teorizzato da
Piaget, se un oggetto viene nascosto, per il bambino quell'oggetto
non esiste
VERO
DOMANDE
A RISPOSTA APERTA
7)
Piaget: In che cosa consiste l'assimilazione?
RISPOSTA:
l'assimilazione consiste nell'incorporare un oggetto, o un
comportamento, a schemi mentali preesistenti
8)
Piaget: Che cos'è l'accomodamento?
RISPOSTA:
L'accomodamento è una modifica degli schemi mentali già acquisiti.
9)
Elenca, in ordine, i 4 stadi teorizzati da Piaget
RISPOSTA:
Sensomotorio, Preoperatorio, Operatorio concreto, Operatorio formale
10)
Che cos'è l'animismo nel bambino dai 2 ai sei anni? Fare almeno un
esempio.
RISPOSTA:
L'animismo è credere che gli oggetti abbiano un'anima.
Esempio:
il bambolotto diventa, per la bambina, il proprio figlio;
Secondo
esempio: se un bambino si fa accidentalmente male, ad esempio
battendo la testa contro un tavolo, picchierà il tavolo
considerandolo come un oggetto animato e dotato di volontà
11)
Neisser elabora una teoria denominata HIP (Human Informating
Processing). Su che cosa è basata?
RISPOSTA:
Sull'analogia mente/computer
12)
Parla della “zona prossimale” teorizzata da Vygotskij