Il contenuto di questo sito non sostituisce il libro di testo
Marzo 2017, UNITA' 6, Clemente e Danieli, "La mente e il metodo" Ed. Paravia, da pag. 124 a pag. 145
PERSONALITA'
(Da pag. 124 a pag. 125)
PERSONALITA': deriva dal latino "per sonàr" ossia "risuonare attraverso".
I latini chiamavano "persona" la maschera, in genere di legno, portata sulla scena dagli attori dell'antica Grecia: i tratti del viso erano esagerati, perché potessero essere visti meglio dagli spettatori e la bocca era fatta in modo da rafforzare il suono della voce. Questo vocabolo viene poi utilizzato per l'individuo rappresentato sulla scena, ossia il "personaggio".
Nell'uso comune, il termine "personalità" è sinonimo di "carattere" e di "temperamento": si suole dire, ad esempio, "quella donna ha una forte personalità" per dire che è una donna forte.
DEFINIZIONE: In psicologia il termine "personalità" indica l'insieme delle caratteristiche del comportamento che si mantengono stabili al variare degli ambienti e delle situazioni.
Nel corso del 1900, la psicologia scientifica ha elaborato diversi modelli di cui, i più importanti, sono:
Le teorie tipologiche: studieremo Ernst Kretschmer;
Le teorie dei tratti: studieremo Gordon Allport;
le teorie psicoanalitiche: studieremo Sigmund Freud, Alfred Adler, Carl Gustav Jung.
LE TEORIE TIPOLOGICHE
Ernst Kretschmer
psichiatra tedesco 1888-1964
(Da pag. 126 a pag. 127)
Le teorie tipologiche, elaborate nel 1925 da Kretschmer, oggi sono per molti aspetti superate.
Sono basate sull'idea che, a seconda di certe tipologie fisiche, ogni individuo possa essere classificato come appartenente a un determinato modello fisico. Ogni modello avrebbe una predisposizione a malattie psichiche:
Il modello longilineo avrebbe una predisposizione alla schizofrenia;
Il modello con muscolatura sviluppata avrebbe una predisposizione alla lentezza di pensiero e alla irritabilità;
Il modello della tipologia picnica (grasso), avrebbe la tendenza alla psicosi maniaco-depressiva.
LE TEORIE DEI TRATTI
Gordon Allport
psicologo statunitense 1897-1967
(Pag. 127)
Le teorie dei tratti, tra le quali una delle più note è quella di Allport, prende in considerazione la dimensione psicologica dell'individuo.
Allport, nella sua prima opera dal titolo "Tratti di personalità" scritta nel 1921 con uno dei suoi tre fratelli Floyd Henry Allport, dà la definizione di TRATTO della personalità: esso è una caratteristica, psicologica, della personalità, che rimane stabile nel tempo e nelle differenti situazioni, ed è capace di orientare il comportamento in determinate direzioni.
Allport classifica i TRATTI distinguendoli in tre TIPOLOGIE:
I tratti cardinali: sono quelli più potenti. Influiscono su tutti i comportamenti, sui pensieri, sui sentimenti. Solitamente un individuo ne possiede pochi (ad esempio una marcata aggressività);
I tratti centrali: sono meno potenti e riguardano gli aspetti importanti del carattere di una persona (l'energia, la disponibilità a fare amicizia);
I tratti secondari: hanno un'influenza minore sul comportamento e si manifestano unicamente in situazioni specifiche (ad esempio la riservatezza).
Nella sua ricerca, Allport fa uso del metodo idiografico (ιδιος γραφιχος: ídios e graphikós, con significato di "descrivere il particolare"), cioè studia le persone singole e non i gruppi.
Sono teorie ormai superate.
LEGGERE A PAG. 128: Tre persone in una? L’analisi transazionale e il modello GAB
Il modello GAB (Genitore Adulto Bambino), elaborato dallo psicologo statunitense di origine canadese Eric Berne (1910-1970), è detto transazionale perché riguarda l’analisi degli scambi, ossia le transazioni, tra le persone.
Secondo questo modello: ogni scambio è una specie di gioco in cui gli individui recitano un ruolo. I tre ruoli sono quelli del Genitore, dell’Adulto e del Bambino e ogni persona racchiude in sé tutti e tre questi ruoli:
-del Genitore quando si ripetono comportamenti di tipo normativo e protettivo;
-dell’Adulto quando ci si comporta in modo razionale e si dimostrano capacità di adattamento alle diverse situazioni;
-del Bambino quando si manifestano comportamenti che risalgono all’infanzia (entusiasmo, meraviglia, insicurezza o paura).
LEGGERE A PAG. 129: Ora tocca a te
LE TEORIE PSICOANALITICHE
PERSONALITA' E INCONSCIO:
FREUD E LA NASCITA DELLA PSICOANALISI
Sigmund Freud
Medico psicanalista austriaco 1856-1939
(Da pag. 128 a pag. 133)
Psicanalisi vuol dire "analisi della psiche", teoria elaborata da Freud per comprendere e curare i disturbi del comportamento.
Freud ama fumare il sigaro, nonostante un tumore al palato che lo costringe a ben 32 operazioni.
Tratto da un video di Rai Storia:
Voce fuori campo del video: Nasce a Freiberg, l’odierna Pøíbor, in Moravia, Sigmund Freud. Laureatosi in medicina a Vienna, si dedica inizialmente allo studio della ipnosi e ai suoi effetti sui pazienti. Nel corso degli anni, arriva a sviluppare una sua teoria che, nel 1896, definisce “metodo psicoanalitico”. Il neurologo Freud diventa lo psicoanalista Freud. Comincia a indagare le cause che sarebbero alla base del comportamento umano e delle relazioni tra individui, e che risiederebbero nell'inconscio. Agli inizi del ventesimo secolo raggiunge grande notorietà sviluppando concetti e intuizioni legati alla disciplina psicoanalitica e alla relativa terapia: il rapporto medico-paziente, il transfert, il lapsus ma soprattutto l’impulso sessuale e le sue relazioni con l’inconscio. Freud muore a Londra, in esilio, il 23 settembre 1939.
Nel 1885 Freud è un giovane medico specializzato nel trattamento delle nevrosi, un termine che a quell'epoca indicava, genericamente, un disturbo del sistema nervoso. Tra le nevrosi, ad attirare la sua attenzione è soprattutto l'isteria, (isteria deriva dal greco ὑστέρα istéra che significa utero) che, erroneamente, si riteneva una malattia solo femminile.
I disturbi dell'isteria erano: confusione mentale, allucinazioni, fobie.
L'isteria era stata già studiata da Joseph Breuer e, in Francia, il neurologo Jean-Martin Charcot aveva cominciato a curarla con l'ipnosi (l'ipnosi è uno stato simile a quello del sonno).
Partendo dagli studi di Charcot, Freud usa l'ipnosi per far rivivere eventi che il paziente aveva dimenticato.
Emblematico è il caso narrato, da Freud, di "Anna O", che alcuni studiosi considerano un caso clinico di Freud. In realtà Anna O è una paziente di Breuer.
Secondo il Prof. Felice Perussia, nel video sotto riprodotto, Freud non sarebbe stato allievo di Breuer, come molti studiosi pensano.
A prescindere dal caso specifico di "Anna O", Freud, curando le pazienti isteriche, comprende che i sintomi delle malattie psichiche sono la manifestazione esteriore di una causa collocata in una dimensione che egli chiama inconscio: il luogo profondo della psiche, inaccessibile al pensiero razionale.
Per comprendere meglio conscio e inconscio, Freud usa la metafora dell'iceberg:
i contenuti coscienti, ossia consapevoli, sono solo la punta di un iceberg, mentre i contenuti inconsci sono la parte dell'iceberg, grandissima, sott'acqua, la parte "nascosta".
Freud, inoltre, introduce il concetto di rimozione.
La rimozione è il meccanismo con cui un soggetto allontana dal pensiero cosciente i ricordi e le emozioni che gli sono dolorosi oppure sgradevoli.
All'inizio Freud utilizza l'ipnosi per "esplorare" il materiale rimosso.
Successivamente elabora una nuova procedura, ancora oggi utilizzata, che definisce come "metodo delle libere associazioni": esso consiste nel chiedere al paziente di riferire qualunque pensiero gli venga in mente, senza filtri né controlli.
Questa tecnica Freud la utilizza sia per interpretare i sogni, che hanno un contenuto manifesto (la "storia sognata" che si ricorda al risveglio") e un contenuto latente (che nasconde il vero significato del sogno), sia per interpretare gli "atti
mancati" (dimenticanze) che per interpretare i lapsus
(errori) che accadono durante la giornata:
sia per interpretare gli "atti mancati" cioè l'insieme di lapsus, dimenticanze e sviste che accadono durante la giornata:
Interpretare i sogni significa ricavare, dal contenuto manifesto, il contenuto latente ossia ciò che razionalmente si rifiuta e che è proibito alla coscienza (la sorta di "travestimento dei contenuti "proibiti" in contenuti "travestiti" ed espressi nel sogno si chiama "lavoro onirico").
Abbiamo detto che l'inconscio è il luogo profondo della psiche, inaccessibile al pensiero razionale.
Ma che cos'è la psiche?
Nel corso della sua attività scientifica, Freud dà due diverse descrizioni della psiche, in due teorie.
Nella prima teoria sostiene che è una "zona, O LUOGO" distinta/o in tre "sfere": Conscio, Preconscio e Inconscio.
Il Conscio è la sfera della consapevolezza;
Il Preconscio è la sfera che consente di recuperare gli eventi del passato, a cui non si pensa di contino, ma che alcune circostanze possono far affiorare nella mente;
L'Inconscio è la sfera con i contenuti inaccessibili al soggetto, a meno che questi non sia aiutato, ad esempio, da uno psicanalista.
Nella seconda teoria Freud non parla più di "sfere" ma di "istanze".
Le "istanze" sono tre: Es, Io e Super-Io
L'Es è inaccessibile alla coscienza e obbedisce al principio del piacere;
L'Io, cosciente e razionale, ha il compito di domare l'Es, ossia di adattarlo alle esigenze della realtà; esso media le richieste dell'Es e quelle del Super-Io;
Il Super-Io è rigido e prescrittivo; si forma nei primi anni di vita ed è l'interiorizzazione delle regole trasmesse dai genitori.
Queste tre istanze si sviluppano nell'ordine elencato: il neonato è in balia dell'Es, in seguito si presentano la razionalità e la consapevolezza dell'Io e per ultime le "richieste" del Super-Io.
In quest'ottica la personalità è la risultante di un complesso gioco di equilibri tra spinte pulsionali e censure, sociali o etiche.
LE TEORIE DI ALFRED ADLER E DI CARL GUSTAV JUNG
Alfred Adler
Medico psicanalista 1870-1937
(Pag. 134)
Nasce a Vienna nel 1870.
Si laurea in medicina nel 1895 e nel 1902 entra a far parte del gruppo di psicanalisti seguaci di Freud, ma nel 1911 lascia il movimento.
A differenza di Freud che sottolineava il peso del passato, Adler è rivolto al futuro.
Secondo Adler l'esistenza è una lotta in cui si affermano coloro che vogliono compensare il loro senso di inferiorità (sono i deboli).
La spinta ad agire per affermare se stessi e compensare il senso di inferiorità è chiamata "volontà di potenza", un'espressione che Adler desume da Nietzsche.
Carl Gustav Jung
Medico psicanalista 1875-1961
(Da pag. 134 a pag. 135)
Amico di Freud, nel 1912 le loro strade cominciano a divergere.
La teoria di Jung gravita attorno al concetto di inconscio collettivo che caratterizza tutta l'umanità, cioè racchiude gli archetipi ossia i simboli e le immagini presenti in tutti gli esseri umani e che hanno il potere di condizionare il comportamento individuale.
Tra gli archetipi, Jung ne individua quattro fondamentali:
La persona, l'anima, l'animus e l'ombra.
La persona è l'esteriorità, la facciata dietro la quale si cela l'essenza della personalità;
L'anima e l'animus sono, rispettivamente, la componente femminile e quella maschile che agiscono in ogni essere umano;
L'ombra è la parte oscura, l'animalità che l'educazione tende a cancellare ma che talvolta emerge ed esplode.
Pag. 135: La teoria junghiana dei tipi psicologici
Secondo Jung esistono tantissimi tipi di personalità che derivano da variazioni e combinazione di due tipologie estreme di personalità: L’estroverso, che è l’individuo socievole e ottimista la cui energia psichica è diretta verso l’esterno, e l’introverso, che è l’individuo poco socievole e riservato la cui energia psichica è diretta verso l’interno.
LEGGERE A PAG. 136 “Laboratorio di cittadinanza attiva
E
LEGGERE A PAG. 142 “L’archetipo della persona”
PERSONALITA' SVILUPPO
Da pag. 137 a pag. 139
Secondo le prospettive recenti della psicologia evolutiva, lo sviluppo della personalità abbraccia la vita intera:
Nel primo anno di vita la figura materna, le attenzioni della famiglia e la socializzazione con i coetanei, soprattutto nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, contribuiscono a creare la fiducia verso il mondo esterno.
Nelle età successive lo sviluppo della personalità è il frutto dell'interazione tra l'organismo e l'ambiente: durante l'adolescenza si sente forte l'aspirazione all'autonomia di pensiero e movimento; nell'età matura coesiste una pluralità di ruoli: di coniuge, di genitore, di cittadino impegnato; nell'età anziana, in passato vista come un'età "spenta", la qualità della vita oggi è notevolmente migliorata.
RIEPILOGO DELLE LETTURE DA FARE:
LETTURA
DA PAG. 138 A PAG. 139: “I DISTURBI DELLA PERSONALITA’”
E
LETTURA A PAG. 142: "L'ARCHETIPO DELLA PERSONA"
E
INTERSEZIONI:
LEGGERE INTERSEZIONE 1 DA PAG. 438 A PAG. 455
E
VEDERE
IL FILM “UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA’ UTILE”
LEGGERE
INTERSEZIONE 2 DA PAG. 456 A PAG. 473
infine
VEDERE
IL FILM “MONSIEUR LAZHAR
e/o
VEDERE IL FILMATO SOTTO LINCATO SULLA VITA DI JUNG (emozionante) 52 minuti
Cliccare qui: DAL PROFONDO DELL'ANIMA
