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UNITA' 2 Novembre 2016
INNOVAZIONI PEDAGOGICHE NELL'UMANESIMO E NEL RINASCIMENTO
7 NOVEMBRE 2016 da pag. 34 a pag. 40 del testo in adozione, Pedagogia il manuale di Scienze umane di Mariangela Giusti


CHE COSA S'INTENDE PER UMANESIMO E RINASCIMENTO
Il Rinascimento, che convenzionalmente va dal 1453 (caduta di Costantinopoli) o dal 1492 (scoperta dell'America) agli ultimi decenni del 1500, è un periodo in cui si attua una rinascita delle arti e delle lettere, dopo il buio del Medioevo.
Il Rinascimento è preceduto dall'Umanesimo (XIV secolo), epoca in cui si riscoprono gli artisti, i pittori e gli scrittori dell'età classica.
Il termine Umanesimo deriva da "humanitas" che a sua volta deriva da "humanae litterae", un'espressione usata da Cicerone per indicare gli studi che promuovono la formazione dell'uomo, in contrapposizione alle "divinae litterae" della cultura medioevale.
Nel medioevo, gli artisti avevano il compito di avvicinare l'uomo a Dio: la vita terrena è solo un passaggio verso il Paradiso. Lo studio della teologia è indispensabile.
Nell'Umanesimo, come lo stesso termine denota, l'UOMO, e non più Dio, è al centro della ricerca, dello studio, della letteratura, dell'arte: è al centro di tutto.
Nell'Umanesimo c'è una riscoperta della letteratura classica, del mondo greco e latino, portata in Italia dai dotti che arrivano in occasione del Concilio di Firenze del 1439 (il Concilio è indetto per tentare di riunificare la Chiesa d'Oriente e di Occidente).
L'Umanesimo pone le basi per la nascita del Rinascimento, benché non si possa delimitare, in modo netto, il confine tra Medioevo e Umanesimo e tra Umanesimo e Rinascimento.
Nel Rinascimento, accanto alla lettura dei classici, nasce e si sviluppa l'interesse per lo studio della natura.
Nella pittura viene teorizzata la legge della prospettiva da Leon Battista Alberti.
In scultura si torna all'utilizzo delle proporzioni, come nell'arte classica.
Copernico nel 1507 scopre che la terra e gli altri pianeti ruotano intorno al sole e non viceversa.
LA PEDAGOGIA
Mentre nella società cristiano-feudale l'educazione impartita si riduceva agli insegnamenti cavallereschi o ecclesiastici e la cura e lo sviluppo del corpo, ad eccezione dell'educazione cavalleresca, era trascurata, nel Rinascimento l'educazione prevede anche l'esercizio fisico e lo sviluppo del corpo.
I modelli antichi non vengono solo studiati ma si tenta di eguagliarli, perché si ritiene che chi riceve l'educazione classica sia in grado di fare qualsiasi cosa: l'educazione classica mira alla formazione dell'uomo completo, del corpo e dell'anima, delle sensazioni e della ragione; equivale a capacità di giudizio e senso dell'armonia, per essere uomini colti, di gusto, in grado di apprezzare la bellezza, in grado di prendere tutto quello che il mondo può dare perché una conoscenza ampia e profonda rende l'uomo padrone delle cose, secondo un ideale di uomo saggio ed equilibrato.
Nel Rinascimento il centro della vita culturale si sposta da Firenze a Roma.
Nel 1455 viene inventata la stampa a caratteri mobili, da Gutenberg, un'invenzione rivoluzionaria che dà un contributo decisivo all'alfabetizzazione.
GLI EDUCATORI DELL'UMANESIMO
Durante l'Umanesimo nascono le scuole-convitto che promuovono un modello di scuola che alterna gli studi letterari agli esercizi fisici.
Le più famose sono:
la scuola-convitto di Guarino Guarini a Venezia, a Verona e a Ferrara;
la scuola-convitto di Vittorino da Feltre a Mantova.
Gli educatori che studieremo:
Gasparino Barzizza (1360-1431)
Vergerio il Vecchio (1370-1444)
Guarino Guarini (Nasce a Verona nel 1374. Muore a Ferrara nel 1460)
Vittorino da Feltre (Nasce e muore a Mantova:1378-1446)
Maffeo Vegio (1407-1458)
Leon Battista Alberti (1404-1472)
23 NOVEMBRE 2016 pag.41 del testo in adozione, Pedagogia il manuale di Scienze umane di Mariangela Giusti
GASPARINO BARZIZZA
Slide dal libro in adozione, sezione multimediale

Nasce a Bergamo intorno al 1360. Muore a Milano nel 1431.
Umanista, grande studioso di letteratura latina ed educatore.
Feconda è la sua attività di educatore che svolge prima a Pavia poi a Padova, infine a Milano.
In particolare, a Padova, nella sua abitazione privata, apre una scuola per giovani ricchi, libera sia da programmazioni rigide che da ingerenze ecclesiastiche, entrambe tipiche della scuola medioevale.
La scuola aperta nella sua casa di Padova prende il nome di convitto e ospita, tra gli altri, il giovane Leon Battista Alberti, (umanista e architetto che teorizza la prospettiva).
La sua scuola-convitto è un luogo dove i ragazzi vivono e studiano a stretto contatto, giorno e notte, con i maestri e gli educatori. La vita dei ragazzi è scandita secondo una ripartizione precisa delle ore dedicate allo studio, ai pasti, al gioco e allo sport.
La sua scuola-convitto è di esempio per due suoi amici: Guarino Guarini e Vittorino da Feltre che aprono altre scuole, sullo stesso modello, nelle loro rispettive città, ossia Guarini a Verona e a Ferrara e Vittorino da Feltre a Mantova.
Il suo modello educativo si basa sull'esempio fornito dall'insegnante e le stesse sue opere sono concepite come guida per una corretta ed elegante scrittura. Le più importanti sono:
Il De Orthographia: un manuale diviso in 4 parti sull'ortografia e, in particolare, nell'ultima parte, sulla punteggiatura;
Il De Compositione: un manuale di retorica con molti esempi tratti da Cicerone (106 a.C.) e da Quintiliano (35 d.C.);
L'Epistolae ad exercitationem accomodata, o Liber epistolarum: un insieme di lettere prive di data e del nome del destinatario


23 NOVEMBRE 2016 da pag. 41 a pag. 43 del testo in adozione, Pedagogia il manuale di Scienze umane di Mariangela Giusti (Slide dal libro in adozione, sezione multimediale)
PIER PAOLO VERGERIO IL VECCHIO
Nasce a Capodistria nel 1370, muore a Budapest nel 1444.
Orienta i suoi studi sull'educazione approfondendo l'analisi sulla natura dei giovani:
sfrenati, sbagliano facilmente perché mancano di esperienza, ma sono ricchi di entusiasmo e generosi.
Compito dell'educazione è di rafforzare le tendenze buone e contenere quelle negative.
Il suo modello educativo è basato sullo sviluppo armonico del corpo e dello spirito, e non sull'acquisizione di abilità professionali.
Storia, etica ed eloquenza, unite a musica, disegno e letteratura, astronomia, scienze naturali e diritto sono le discipline legate l'una all'altra: non si tratta di studiarle tutte, ma di rivelare le attitudini così da potersi dedicare alla disciplina verso la quale ci si sente più predisposti.

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Leggere a pag 48 "I tre compiti dei genitori


Leggere a pag. 49 "L'importanza degli studi liberali"
GUARINO GUARINI
Nasce a Verona nel 1374. Muore a Ferrara nel 1460.
Apre una scuola-convitto che successivamente trasforma in scuola pubblica e poi in università.
Considera i suoi allievi come "persone di famiglia": una parte è costituita da giovani di 14-15 anni e una parte da adulti aristocratici provenienti dall'Inghilterra, dall'Olanda, dall'Ungheria.
Ai suoi discorsi pubblici, che tiene di mattina, si precipitano folle immense.
Nel pomeriggio, invece, dà lezioni private.
Nella sua scuola prediligea lezioni di cultura classica: Omero, Plauto, filosofia. Dà poca importanza alla matematica e alla musica.
Accanto all'istruzione, propone l'attività fisica: caccia, nuoto, passeggiate in campagna, danza.
Mira a formare cittadini con saldi principi, capaci di amministrare il bene pubblico.

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VITTORINO DA FELTRE
Nasce e muore a Mantova:1378-1446.
Vittorino da Feltre a 37 anni frequenta la scuola che Guarino Guarini aveva aperto a Venezia.
Dalla sua frequentazione ha inizio la sua carriera di maestro: a sua volta apre una scuola nella stessa Venezia.
A Padova, successivamente, apre una scuola-convitto con una conduzione di tipo familiare: è per i ragazzi che abitano lontano dalla città.
Nel 1423 apre una grande scuola nella villa messa a disposizione dal principe Gonzaga e la chiama Ca' Gioiosa. Le richieste di iscrizione diventano altissime così fa costruire un secondo edificio in modo da accogliere più studenti. Qui, ai figli superbi dei ricchi, preferisce studenti poveri ma volenterosi.
Nel suo modello educativo elimina i castighi corporali, a quell'epoca frequenti.
L'obiettivo è quello di formare giovani eruditi e integri moralmente.
Allo studio affianca l'esercizio fisico: escursioni sul lago di Garda e sulle Alpi, esercizi ginnici.
Una volta terminato il ciclo di studi, il suo modello impone un periodo di riposo per consentire al giovane di ritemprarsi.

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MAFFEO VEGIO
Nasce nel 1407 a Lodi e muore a Roma nel 1458.
Umanista e cristiano, traccia linee di pedagogia in grado di coniugare morale cristiana e formazione umanistica.
Il suo libro, De educatione liberorum et eorum clarismoribus libri VI, di 6 libri, è il trattato pedagogico più completo e importante dell'età umanistica.
Propone un modello educativo senza minacce: i bambini non vanno né spaventati né picchiati.
Raccomanda ai maestri di adeguare il metodo di insegnamento alla personalità dei singoli allievi.
Fissa 2 regole per gli alunni:
1) abituarsi a parlare solo dopo aver ben riflettuto;
2) prestare attenzione alla forma e ai contenuti.
Per Maffeo Vegio è importante conoscere tutte le discipline in modo sommario per poter poi scegliere e trovare la strada più adatta alle attitudini individuali.
E' molto vicino ai metodi attuali: propone sperimentazioni didattiche con l'insegnamento reciproco, la scuola a squadre, la formazione di commissioni giudicatrici costituite da alunni.

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LEON BATTISTA ALBERTI
Nasce a Genova nel 1404, muore a Roma nel 1472.
Nel suo trattato "I libri della famiglia" del 1432, composto da 4 libri, espone i principi generali della buona educazione e, più in generale, parla della vita familiare: matrimonio, gestione del patrimonio, rapporti sociali, educazione dei figli.
Nel libro raccomanda ai padri di osservare bene i propri figli a partire dai primi giochi infantili per capirne le capacità naturali e le tendenze.

Slide dal libro in adozione, sezione multimediale
UMANESIMO E IL RINASCIMENTO
a cura della studentessa MARTINA DI GIROLAMO
sitografia: skuola.net, wikipedia, parados.it/letteratura ecc...
I due termini "Umanesimo" e "Rinascimento" indicano il vasto movimento culturale, filosofico, artistico e letterario che si sviluppa in Italia a partire dall'ultimo quarto del XIV secolo e che si estende poi alle altre nazioni, dominando la cultura europea fino agli ultimi decenni del Cinquecento. Convenzionalmente, con il primo termine si indica la prima fase del movimento, caratterizzata dalla riscoperta dei classici greci e latini tra la fine del Trecento e la prima metà del Quattrocento, mentre con "Rinascimento" si fa riferimento alla grande stagione creativa che va dalla seconda metà del Quattrocento alla fine del Cinquecento. Il termine "Umanesimo" indica un modello educativo che ha al centro dei suoi interessi l'uomo inteso nella sua totalità; la parola "Rinascimento", invece, punta alla rielaborazione da parte degli intellettuali dei valori trasmessi dalla civiltà classica, in una sorta di "rinascita" dopo il periodo medievale. I caratteri principali della civiltà umanistico-rinascimentale sono i seguenti:
- Il culto della civiltà classica, di cui si vogliono riproporre i valori più autentici di equilibrio, di armonia e di perfezione, applicandoli alla realtà contemporanea;
- La rivalutazione della dimensione terrena dell'esistenza umana e la certezza che l'uomo sia arbitro del proprio destino;
- Un atteggiamento di attivo ottimismo nei confronti del mondo circostante, che si traduce spesso anche in un nuovo impegno sociale e civile;
- Un rinnovato interesse per la natura, basato sulle possibilità della ragione umana di indagare su leggi e cause che regolano il mondo naturale;
- Un nuovo ruolo per l'intellettuale; ad esempio cambia radicalmente l'immagine dell'artista che acquista una nuova dignità anche grazie a una rinnovata immagine dell'arte come strumento di conoscenza e di interpretazione del mondo.
Una rinnovata pedagogia
Il rinnovamento intellettuale artistico coinvolge anche l'educazione dei giovani. L'obiettivo dell'educazione deve essere la formazione completa dell'uomo in vista dei suoi compiti e dei suoi impegni nella vita quotidiana. Le discipline letterarie e l'acquisizione delle lingue classiche diventano fondamentali. Secondo gli umanisti, l'apprendimento del latino e del greco ha un valore pedagogico oltre che tecnico: l'animo del giovane formato nelle letture classiche diventa buono con lo studio, e non ha più bisogno di regole di condotta specifiche. I testi devono essere letti direttamente nelle lingue originali e non, come nel Medioevo, attraverso riassunti o manuali di epoca successiva. Altrettanto importante diventa la formazione fisica, da realizzare attraverso esercizi fisici del corpo.
Alcuni umanisti fondano scuole private in cui si applicano questi principi pedagogici: Guarino Guarini (1370-1460) apre una sua scuola, divenuta successivamente celebre, prima a Verona e poi a Ferrara. Il suo discepolo Vittorino da Feltre (1378-1446) fonda, a Mantova, la casa Giocosa, che già nel nome lascia intendere l'obiettivo di un'istituzione non imposta e oppressiva, in cui anche il gioco è importante. In queste scuola gli allievi trascorrono l'intera giornata, alternando le lezioni a passeggiate, nuoto e danza, con l'obiettivo di una formazione armoniosa del corpo e dello spirito. Essendo scuole costose, esse sono rivolte ai figli dei signori e dei nobili, ma, grazie a donazioni di privati, diventa possibile l'accesso anche ai giovani di condizioni modeste.
L'arte del Rinascimento
L'arte del Rinascimento si sviluppa a Firenze a partire dai primi anni del Quattrocento, e da qui si diffonde nel resto dell'Italia e poi in Europa, fino ai primi decenni del XVI secolo, periodo in cui ha luogo il "Rinascimento maturo" con le esperienze di Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello.
Nel campo delle arti figurative le innovazioni rinascimentali affondano le radici nel XIV secolo: ad esempio le ricerche intuitive sullo spazio di Giotto, vengono approfondite e portate a risultati altissimi, fino ad arrivare a produrre risultati rivoluzionari.
Almeno tre sono gli elementi essenziali del nuovo stile:
- Formulazione delle regole della prospettiva lineare centrica, che organizza lo spazio unitariamente;
- Attenzione all'uomo come individuo, sia nella fisionomia sia nell'anatomia che nella rappresentazione delle emozioni;
- Ripudio degli elementi decorativi e ritorno all'essenzialità.
Per parlare di un'opera pienamente rinascimentale non basta la presenza di uno solo di questi elementi, poiché il Rinascimento è, innanzitutto, un nuovo modo di pensare e raffigurare il mondo nella sua interezza.