Educazione e scuola dal 1000 al 1400

Il contenuto di questo sito non sostituisce il libro di testo (da portare in classe)

UNITA' 1     Settembre e ottobre 2016

EDUCAZIONE E SCUOLA prima dell'anno 1000 

15 settembre 2016 da pag. 7 a pag. 10 del testo in adozione, Pedagogia il manuale di Scienze umane di Mariangela Giusti

Riassunto: scuole religiose, scuole statali, scuole cavalleresche

SCUOLE RELIGIOSE

Nel VI e VII secolo la maggioranza del popolo è analfabeta.

Dal VII secolo si diffondono le SCUOLE MONASTICHE benedettine che sono frequentate gratuitamente da allievi interni, futuri monaci, ma anche da allievi esterni con pagamento di una parcella. Le scuole monastiche hanno una disciplina rigida: umiltà, obbedienza e studio di testi sacri sono gli obiettivi che vengono prefissati nell'insegnamento. Tutte le scuole monastiche hanno uno SCRIPTORIUM, ossia un locale dove lavorano gli amanuensi che hanno il compito di trascrivere, su codici di pergamena, gli scritti di filosofia, di storia, di retorica del mondo greco e del mondo romano. Nel copiare i testi, talvolta le pagine vengono abbellite con dipinti in miniatura (termine che deriva dal minio, il minerale dal quale si ricava il colore rosso con il quale vengono dipinte le lettere iniziali della pagina, schemi geometrici, foglie d'acanto o immagini all'interno del testo). L'amanuense e il miniatore sono spesso figure distinte. 

VIDEO di 3 minuti: Miniature: minuziose e laboriose opere d'arte

VIDEO di 5 minuti tratto dal film "Il nome della rosa" dal testo di Umberto Eco

Dall'VIII secolo, accanto alle scuole monastiche, sorgono le SCUOLE VESCOVILI nelle quali si impartisce un'istruzione di grado medio con l'insegnamento delle arti del trivio: grammatica, dialettica e retorica.

Tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del IX secolo Carlo Magno dota di scuole tutti i monasteri benedettini. Questo progetto, pur non bastando a diffondere la cultura fra le masse popolari, ha l'effetto di creare una cerchia di persone colte.
Nel 789 Carlo Magno invia ai vescovi, riuniti ad Aquisgrana, un capitolare (atto giuridico suddiviso in articoli) che contiene disposizioni sulla scuola: una vera e propria "riforma della scuola" dove sono indicate le materie da studiare: grammatica aritmetica e canto, e nel quale, appunto, c'era l'obbligo di istituire scuole in ogni monastero e sede vescovile.

Nel IX secolo molte abbazie posseggono raccolte ricchissime di volumi. Nei secoli successivi il lavoro dei copisti non sarà più attribuito ai monaci amanuensi ma diventerà un lavoro svolto da liberi artigiani.

SCUOLE STATALI

Nell'825 l'imperatore Lotario, che governa in Italia dall'818 all'844, emana un capitolario che prende il suo nome, il CAPITOLARIO DI LOTARIO, che attesta il tentativo di creare un sistema di scuole laiche, statali. Il capitolare fornisce notizie particolareggiate sulla distribuzione delle scuole. Nel Capitolare 825 Lotario ordina che in alcune città vengano istituite scuole pubbliche statali (a Pavia, Torino, Cremona ecc...)
Leggere il libro in adozione, a pag. 18.  

SCUOLE DEI CAVALIERI

Nell'alto Medioevo si sviluppa, accanto alle scuole monastiche e alle scuole statali, un'altra istituzione educativa : la CAVALLERIA. 
La cavalleria ha origine in Francia. E' composta per lo più da nobili, ricchi, che concepiscono la guerra come l'unica attività confacente al loro rango. 
I cavalieri è necessario che abbiano:
Forza fisica e coraggio;
Addestramento alle armi;
Fedeltà a Dio e al signore per cui combattono;
Cortesia verso i deboli.

La formazione del cavaliere:
A 7 anni si è consacrati PAGGI: i paggi iniziano il servizio nel castello paterno per poi spostarsi presso un'altra famiglia nobile;
A 14 si è consacrati SCUDIERI: gli scudieri indossano la spada e devono iniziare a seguire un cavaliere;
A 20 si è consacrati CAVALIERI: i cavalieri ricevono l'ordinazione mediante la consegna della spada e degli speroni. Il giovane cavaliere, nel ricevere la spada benedetta dal sacerdote, pronuncia una preghiera.
Durante il periodo di formazione i cavalieri devono apprendere le "SETTE PERFEZIONI":
equitazione, nuoto, arco, scherma, caccia col falcone, gioco degli scacchi e composizioni di versi d'amore .
L'equipaggiamento del cavaliere è il seguente: cavallo, lancia corta, spada, casco, elmo, brunia (tunica di cuoio rinforzata da lamine disposte a scaglie), scudo di cuoio.
Col passare del tempo alla brunia si sostituisce l'usbergo, ossia una lunga cappa che copre il corpo dal cranio fin sotto le ginocchia, fatta di maglie o di anelli di ferro. Questa nuova armatura rende il cavaliere invulnerabile alle armi da getto: giavellotti e frecce.
Leggere alla fine di pag 20 e, a pag 21l
VIDEO


20 settembre 2016 da pag. 10 a pag. 15 del testo in adozione, Pedagogia il manuale di Scienze umane di Mariangela Giusti


LA RINASCITA CULTURALE DOPO IL 1000

Tra l'XI e il XVI secolo c'è una RIPRESA COMMERCIALE che rende necessaria l'elaborazione di un tipo di educazione e di scuola in grado di rispondere ai nuovi bisogni: di essere competenti nel DIRITTO, in particolare nel DIRITTO COMMERCIALE, su scala internazionale.
Fioriscono, di conseguenza, gli STUDI GIURIDICI soprattutto in quei luoghi dove è sviluppata l'economia mercantile: in Italia settentrionale, in Puglia e in Calabria. 
A Salerno, invece, fiorisce un'importante SCUOLA MEDICA, legata ai canoni della medicina greca e della cultura scientifica araba. 

L'APPORTO DELLA CULTURA ARABA
In seguito alla riconquista cristiana dei territori spagnoli occupati dai musulmani, i contatti con la civiltà araba contribuiscono alla rinascita del sapere.
I campi in cui l'influenza araba è di fondamentale importanza sono:
LA MEDICINA;
LA CHIMICA;
LA MATEMATICA.

Nella città di Jundishapur, in Iran, dove c'è una grande scuola di medicina, vengono accolti tutti i rifugiati cristiani sfuggiti alle persecuzioni religiose di Bisanzio (l'attuale Istanbul, in Turchia). Qui vengono tradotti testi di medicina, filosofia, astronomia, astrologia, dal greco in arabo. 
Successivamente, centro di studi e traduzioni diventa Bagdad, dove viene istituito un collegio di traduttori che traducono, dal greco all'arabo, le opere dei medici greci: Ippocrate, Galeno ecc... 
Il testo base della medicina è considerato il libro di Avicenna "Canone di Avicenna", medico e filosofo persiano che nella catalogazione delle conoscenze mediche di quel tempo aggiunge le nuove scoperte sulla rabbia, sui tumori, in particolare quello al seno e sulle malattie della pelle.
Il "Canone di Avicenna" viene tradotto, dall'arabo in latino, nel XII secolo da Gherardo da Cremona.
  
Nel campo della chimica agli alchimisti arabi dobbiamo diverse innovazioni:
La scoperta 
del bismuto (per la cura della sifilide e come antinfiammatorio);
dell'antimonio (come antiparassitario e per le malattie degli occhi);
di combinazioni di acidi vari;
di strumenti di laboratorio (come la bilancia di precisione).

Per quanto riguarda la matematica, si deve agli arabi l'introduzione, in Occidente, del concetto dello zero e delle cifre chiamate arabe, che facilitano i compiti rispetto ai numeri romani.
Un italiano, Leonardo Pisano noto col nome di Fibonacci, studia la matematica degli arabi e, in breve tempo, diviene competente in aritmetica e geometria, tanto  da procurarsi fama e familiarità alla corte di Federico II.

LA NASCITA DELLE UNIVERSITA'
Nel XII secolo le scuole vescovili perdono sempre più importanza e al loro posto sorge una nuova forma organizzativa di scuola: l'UNIVERSITA'.
Le università sono associazioni corporative che nascono per tutelare interessi comuni (di studenti e insegnanti) e indipendenza. Si possono paragonare agli attuali "Ordini".
La lingua ufficiale delle università è il latino. Una caratteristica del tempo è il trasferimento degli studenti da una sede all'altra per ascoltare i maestri più famosi (una sorta di festival della filosofia di Modena, al contrario?)

La cultura del XIII secolo è dominata dalla diffusione degli scritti filosofici di Aristotele.
I pensatori che in questo secolo si richiamano ad Aristotele si possono dividere in 3 gruppi:
I teologi francescani, che al pensiero di Aristotele uniscono quello di Sant'Agostino: il maggiore rappresentante è Bonaventura da Bagnoregio;
I teologi domenicani: i maggiori rappresentanti sono Alberto Magno e il suo discepolo Tommaso d'Aquino;
Gli esponenti dell'averroismo latino: l'esponente più noto è Sigieri di Brabante. 



Tra le arti del trivio acquista sempre più importanza la dialettica.

GUARDARE I VIDEO 

Fibonacci










29 settembre 2016, da pag. 22 a pag. 24  del testo in adozione, "Pedagogia il manuale di Scienze umane" di Mariangela Giusti

FRANCESCANI E DOMENICANI

Quando si studia la storia della pedagogia, è importante conoscere quanto abbiano influito, nel campo della formazione dell'educazione e dell'insegnamento, anche alcuni ordini religiosi.  

In particolare studieremo 2 ordini, nati entrambi nel XIII secolo:

L'ORDINE DEI FRATI FRANCESCANI

L'ORDINE DEI FRATI DOMENICANI

L'Ordine dei frati francescani viene fondato nel 1209 da Francesco d'Assisi.
Francesco non vuole che i suoi seguaci si preoccupino della propria formazione culturale ma desidera solo che vivano secondo l'insegnamento del Vangelo: una vita povera e semplice. 
La sua predicazione non fa ricorso alla dialettica ma mira alla persuasione del cuore. La sua dottrina si incentra sull'ideale di fratellanza: tutti gli esseri sono tra loro fratelli e sorelle, nati dalla bontà di un unico Padre. Quest'idea si realizza attraverso l'assistenza ai malati, ai deboli, ai lebbrosi.
Nel 1224 Francesco, 2 anni prima di morire, scrive "Il Cantico delle creature".  Secondo alcuni studiosi il cantico sarebbe stato scritto in tre momenti diversi nel corso della sua vita. In ogni caso, il Cantico è considerato il primo testo della letteratura italiana perché scritto in "lingua volgare", in volgare umbro.
Il contenuto è una lode a Dio e un inno alla fratellanza.
Nel "Cantico delle creature" Francesco si ispira al Salmo 148 della Bibbia

TESTO: IL CANTICO DELLE CREATURE

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

   

   

 





L'ordine dei frati domenicani viene fondato all'inizio del XIII secolo in Spagna da Domenico di Guzman con l'intento di lottare contro i movimenti eretici e favorire la diffusione della verità cristiana. Per questo, i frati domenicani studiano le dottrine filosofiche e si esercitano nelle tecniche dialettiche, soprattutto di confutazione.
L'esponente più importante è TOMMASO D'AQUINO.
Tommaso d'Aquino nasce nel 1225 a Roccasecca, vicino a Cassino, nel Lazio, da una famiglia feudale di conti. Muore all'età di 49 anni.
Poiché è il più giovane dei figli, è destinato, secondo la tradizione dell'epoca, alla carriera ecclesiastica. 
A 5 anni viene mandato alla scuola dell'abbazia benedettina di Montecassino.
A 14 anni prosegue i suoi studi a Napoli all'Università fondata da Federico II.
A 19 anni, contro il volere della madre, che desidera che il figlio faccia carriera a Montecassino, decide di entrare nell'ordine dei frati predicatori domenicani.
La madre lo riporta "di forza" a casa, dove rimane per un anno.
Vinta la resistenza dei familiari, Tommaso torna a Napoli presso i domenicani.
Comincia a viaggiare.
Va a Parigi; poi a Colonia dove diviene assistente di Alberto Magno che dirige l'Università di Colonia.
Tommaso ottiene la cattedra a Parigi.
Nel 1959 rientra in Italia, nel convento dei domenicani a Napoli, poi a Orvieto, Roma e Anagni. Muore a Fossanova (vicino a Roma) nel 1274.
Le sue opere filosofiche principali sono:
La Summa contra Gentiles
La Summa Theologiae.
Per non essere costretto a leggere le traduzioni e i commenti che ne avevano fatto gli arabi (in particolare Averroè), e quindi per una lettura "più autentica" del pensiero aristotelico, favorisce la traduzione direttamente dal greco, dei libri aristotelici, servendosi del traduttore Guglielmo di Moerbeke. 
 

7 ottobre 2016, da pag. 24 a pag. 26  del testo in adozione, "Pedagogia il manuale di Scienze umane" di Mariangela Giusti

LA TEOLOGIA
Secondo San Tommaso la dimostrazione dell'esistenza di Dio va effettuata con un discorso aposteriori, cioè partendo dal mondo sensibile.
Indica 5 vie attraverso le quali, partendo dal mondo sensibile, si dimostra l'esistenza di Dio:
1) La prima via è quella del MOTO. Ogni mosso è mosso da un altro motore: esite, cioè, una catena di mossi e motori che non può procedere all'infinito. Dunque, deve necessariamente esistere un PRIMO MOTORE non mosso da altri (motore immobile): e questo è Dio.
2) La seconda via è quella della CAUSA EFFICIENTE: ogni effetto è generato da una causa. Ancora una volta, si viene a determinare una catena di cause ed effetti che non può procedere all'infinito: dunque,CAUSA INCAUSATA: e questa è Dio.
3) La terza via è quella della POSSIBILITA' e NECESSITA': ogni cosa è possibile ma non necessaria; ogni cosa esistente un tempo non esisteva (se così fosse, sarebbe necessaria. Deve quindi esistere una CAUSA PRIMA NECESSARIA sempre ESISTITA: questa è Dio.
4) La quarta via è quella dei GRADI: ogni cosa esistente ha vari gradi di perfezione che rimandano ad un valore assoluto: Dio.
5) La quinta via è quella dell'ORDINE: l'universo si presenta a noi ordinato. Deve quindi esistere un essere intelligente che ha dato ordine alla realtà.
Mentre per dimostrare l'esistenza di Dio Tommaso evoca le 5 vie, nulla, invece, si può dire sulla sua ESSENZA. O, meglio, si può dire solo ciò che Dio NON è (teologia negativa)
Per San Tommaso la materia è pura realtà creata da Dio.

LA CONOSCENZA
Per Tommaso la conoscenza comincia dal mondo sensibile attraverso i 5 sensi: "nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu". Attraverso i 5 sensi si formano delle immgini che si conservano nella memoria sensitiva. Le immagini si connettono tra loro secondo il principio estimativo negli animali (è il principio mediante il quale, ad esempio, la pecora distingue il cane pastore dal lupo) e il principio cogitativo negli uomini. E questa è la conoscenza sensibile.
Esiste, poi, una conoscenza superiore mediante la quale l'uomo coglie, mediante l'astrazione, l'universale: Tommaso accetta, dunque, la distinzione di Aristotele tra intelletto possibile e intelletto agente: il primo è la capacità di ricevere i concetti astratti  - e duque è in potenza - il secondo, invece, astrae l'intelligibile dal sensibile. ; i concetti così stratti vengono ricevuti dall'intelletto in potenza che passa dalla potenza all'atto.  

L'ETICA
L'uomo possiede la sinderesi cioè un abito particolare che permette di distinguere ciò che si deve e ciò che non si deve fare..
Nella "Summa Theologica" il problema del bene occupa ampio spazio.

IL PENSIERO PEDAGOGICO
Tommaso affronta il tema dell'insegnamento nel De Magistro e in un articolo della Summa Theologiae, in particolare parla del rapporto tra educatore ed educando.
Riprendendo il discorso della potenza e dell'atto di Aristotele, Tommaso dice che il processo con cui un uomo ammaestra un altro uomo si risolve nel far passare in atto la scienza che nel discente è in potenza. La funzione del maestro è quella di guidare.
L'azione dell'insegnamento è tutt'uno con la carità nel senso che l'ammaestrare è considerato tra le forme di "elemosina spirituale", cioè è un'opera di misericordia".
E' difficile che l'uomo sia in grado di darsi da solo la disciplina: alcuni giovani che sono dediti ai vizi non possono essere corretti con i discorsi ma hanno bisogno di essere distolti dal male con la forza.



Da pag 27 a pag. 28 del libro in adozione: "Summa Theologiae" di San Tommaso "Le 5 vie per provare l'esistenza di Dio







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